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Pontedera calcio, il caso diventa politico – I silenzi di Franconi e Montagnani: «Perché non parlano?»

di Stefano Scarpetti

	Matteo Franconi ed Emilio Montagnani 
Matteo Franconi ed Emilio Montagnani 

Mentre la società granata attraversa una fase di totale incertezza, il silenzio delle istituzioni alimenta tensioni e interrogativi attorno a un progetto sportivo sempre più fragile

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PONTEDERA. È saltata la trattativa per il ritorno di Paolo Giovannini al Pontedera. Il dirigente ha così commentato nella serata di venerdì 17 luglio: «Ho preso atto da parte dell’amministrazione comunale, nella persona del sindaco Matteo Franconi, dell'impossibilità di entrare nuovamente a far parte del club granata. Ringrazio il primo cittadino per la fiducia nei miei confronti e tutte le persone che avrebbero gradito un mio ritorno». Fine. I brasiliani vanno avanti per la loro strada e non ascoltano neppure il sindaco. Mentre il caso diventa politico e Franconi si trincera dietro al silenzio. 

Le mosse del Pontedera

Un finale che era prevedibile alla luce di quanto avvenuto negli ultimi due giorni, in cui il Pontedera ha prima diramato un comunicato in cui confermava al centro del progetto il direttore sportivo Simone Quintieri, con date del ritiro e linee dettate nella surreale conferenza stampa del 7 luglio scorso. Venerdì 17 luglio poi lo stesso ds granata, in un breve video sui canali ufficiali della società, ha dichiarato: «La rosa è quasi al completo, abbiamo creato insieme a tutto lo staff una rosa funzionale per il progetto. I ragazzi sono molto felici di venire a Pontedera, spero trovino un ambiente sereno e unito perché così possiamo raggiungere più facilmente gli obiettivi prefissati».

Un ambiente tutt’altro che unito

Curioso il passaggio in cui ci si augura un ambiente unito per una società che è andata avanti come un treno non curandosi di tifoseria e amministrazione comunale. A venerdì 17 luglio non risultava nessun calciatore tesserato per la società granata, chiamata ad affrontare un campionato molto difficile come la Serie D contro squadre molto attrezzate. Non è riuscito il tentativo del sindaco Matteo Franconi di mettere una pezza su un progetto che fa acqua da tutte le parti.

Il caso diventa politico

E la delicata situazione dei granata sta diventando un tema anche politico. Domenico Pandolfi e Giorgio Petralli della Lega, in un lungo intervento, hanno palesato la preoccupazione per il futuro della storica società cittadina: «Il futuro del club resta avvolto dall'incertezza di tifosi, famiglie, sponsor e dell'intera città. Il Pontedera appartiene alla sua comunità, alla sua storia e ai suoi tifosi. Per questo auspichiamo che venga individuata al più presto una soluzione seria, credibile e trasparente, capace di garantire stabilità alla società e all'ambiente». E a loro fa eco il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, Matteo Bagnoli.  «La crisi del Pontedera Calcio non è più soltanto una vicenda sportiva. È diventata una questione politica. Dopo il fallimento del tentativo di riportare Paolo Giovannini alla guida del progetto tecnico – dice Bagnoli in una nota – è ormai evidente che chi aveva promesso stabilità e rilancio non è più in grado di incidere sulle scelte della proprietà. E allora le domande sono inevitabili. Per mesi il Sindaco Matteo Franconi ha rassicurato la città sulla bontà dell’operazione che avrebbe dovuto garantire un futuro solido al Pontedera. Oggi, mentre la società vive uno dei momenti più difficili della sua storia recente, il Sindaco è scomparso dal dibattito pubblico. Ma c’è un aspetto che merita una risposta ancora più chiara. Il presidente di BR Football Italia, la società italiana attraverso la quale è stato perfezionato il passaggio del 95% delle quote del Pontedera Calcio, è Emilio Montagnani, componente dello staff della segreteria del sindaco. Non stiamo parlando di una figura estranea all’amministrazione comunale. Lo stesso Franconi aveva pubblicamente indicato Montagnani come una figura di fiducia e una garanzia nell’operazione. Oggi quella garanzia dov’è? Il sindaco conferma ancora oggi la fiducia politica e personale nei confronti di Emilio Montagnani? Quale ruolo ha avuto realmente Montagnani nell’operazione che ha portato al cambio di proprietà? Quali verifiche sono state effettuate prima di presentare questa operazione come la soluzione per il futuro del Pontedera? E soprattutto: perché oggi il Sindaco sceglie il silenzio mentre una città intera assiste con preoccupazione al rischio di vedere compromesso oltre un secolo di storia sportiva? Il Pontedera Calcio non appartiene né al Sindaco né alla proprietà. Appartiene ai tifosi, agli sponsor, ai volontari e a tutti coloro che in questi anni hanno contribuito a farne un patrimonio della città. Per questo – conclude Bagnoli – chiediamo che il Sindaco riferisca pubblicamente ai cittadini, spiegando quale sia stato il ruolo dell’Amministrazione in questa vicenda e quali iniziative intenda assumere per tutelare il futuro della società. Il tempo delle rassicurazioni è finito. Ora servono trasparenza, responsabilità e verità».

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