Pontedera, calcio nel caos: il sindaco Franconi fallisce la mossa, i brasiliani lo ignorano e Giovannini si allontana – Cosa è successo in 48 ore
Il primo cittadino non convince la nuova proprietà che avanti per la propria strada mentre la tifoseria è sempre più inferocita
PONTEDERA. Prima un comunicato ufficiale. Poi un video diffuso sulle piattaforme social. Entrambi subito dopo aver ascoltato il sindaco e Paolo Giovannini, che nella mattina di venerdì 17 luglio stava ancora aspettando di sapere se la sua controproposta è stata accettata o se invece il suo ritorno a Pontedera è destinato a rimanere un sogno nel cassetto. Una serie di fatti che portano verso una verità che affiora dal caos: la mossa del sindaco Matteo Franconi è fallita. I brasiliani, di fatto, sbattono la porta in faccia al primo cittadino e tirano dritto. Il calcio a Pontedera è nelle loro mani e continuerà a essere così. Senza mediazioni, senza aiuti esterni. Ma andiamo con ordine.
Ricapitolando
Facciamo un brevissimo riassunto. A febbraio del 2026 il fondo brasiliano Sportheca diventa proprietario del 95% delle quote del Pontedera calcio, consegnate nelle loro mani – praticamente gratis – dal presidente ed ex sindaco di Pontedera, Simone Millozzi, insieme al gruppo di soci che sosteneva la società. La squadra è ultima in classifica, il Pontedera svolge un mercato invernale folle con oltre 15 arrivi, nelle stanze della società si aggira spesso e volentieri anche il procuratore Andrea Bagnoli (insieme al figlio), ex calciatore del Pontedera, pur non figurando mai in alcun modo ufficialmente nella società. Il sindaco, Matteo Franconi, nel frattempo garantisce pubblicamente sulla solidità del fondo brasiliano – che acquista il Pontedera tramite la società Br Football Italia, creata ad hoc per l’operazione e presieduta da Emilio Montagnani, che tra l’altro lavora nella segreteria di Franconi – e annuncia grandi investimenti. Ma gli acquisti di gennaio son un flop, cambiano tre allenatori ma il Pontedera del neo presidente Gustavo Nikitiuk, messo lì dai brasiliani, retrocede col peggior punteggio di tutte le squadre della Serie C. Passano i giorni e l’impegno dei brasiliani cambia i connotati: silenzi, zero conferenze stampa, un timido accenno alla speranza di ripescaggio subito sfumata, reset quasi totale dello staff tecnico e sanitario, qualche fornitore che inizia a lamentare mancati pagamenti. E anche il sindaco si defila, mentre tra i tifosi sale il malcontento. Fino al 7 luglio, quando in una conferenza stampa tragicomica il presidente Nikitiuk presenta il nuovo direttore sportivo Simone Quintieri, che lo dice chiaramente: «L’obiettivo è salvarci in Serie D. Faremo una squadra di giovani e molti saranno stranieri. L’allenatore sarà Giuseppe Mascara». La tifoseria organizzata entra in contestazione. Intanto allo stadio iniziano a svolgersi casting pomeridiani in cui alcune figure dello staff tecnico – tra i quali il vice di Mascara, l’ex allenatore dell’Urbino Taccola Gabriele Giannini – provinano una serie di ragazzini del settore giovanile e giovani svincolati facendoli allenare tra esercizi e partitelle. A questo punto anche il sindaco Matteo Franconi capisce che il progetto dei brasiliani vira verso il possibile disastro sportivo. Anche perché al 17 luglio non c’è ancora un calciatore ufficialmente tesserato con il Pontedera. E prova a correre ai ripari.
Il ritorno di Giovannini
In particolare Franconi chiede ai brasiliani di valutare l'inserimento nello staff dirigenziale di Paolo Giovannini. Un vecchio lupo del calcio che a Pontedera ha fatto il dg dal 2012 al 2022 ottenendo una promozione in C1, playoff per la Serie B e lanciando tanti calciatori in Serie B per la gioia delle casse granata. I brasiliani sembrano intenzionati a valutare un aiuto esterno. Si organizza un incontro in Comune, andato in scena mercoledì 15 luglio alle 12. Al tavolo ci sono Giovannini, Roberto Beto Rappa Santos – braccio destro del presidente Nikitiuk e rappresentante sportivo del fondo brasiliano –, il sindaco Matteo Franconi e Paolo Giovannini. Cosa succede alla riunione? Giovannini dice chiaramente che secondo lui è molto difficile ottenere la salvezza in Serie D con 20 ragazzini la maggior parte dei quali stranieri che non hanno mai giocato in Italia, e invita i brasiliani a riflettere sul loro metodo, offrendosi di dare un aiuto nella costruzione della squadra. Il sindaco Franconi prova anche lui a far ragionare Rappa Santos e si arriva una sorta di accordo: Giovannini deve presentare una relazione con la sua controproposta e i brasiliani la valutano. 48 ore di tempo per deciderle se farlo tornare dietro alla scrivania del Pontedera. Si respira un cauto ottimismo.
La controproposta e le mosse a sorpresa
Giovannini si mette al lavoro e nella serata di mercoledì 15 luglio la sua ricetta per evitare la possibile catastrofe sportiva del Pontedera è già in Brasile, nelle mani del numero uno del fondo Sportheca, Eduardo Tega. Giovannini chiede di poter scegliere almeno 16 dei 23 giocatori della rosa, lasciando totale discrezione decisionale alla proprietà brasiliana sugli altri 8 da inserire nel gruppo. Giovannini inoltre avanza alcune timide e rispettose perplessità sulla guida tecnica, facendo sapere di essere pronto a sistemare la situazione, qualora la proprietà brasiliana fosse d’accordo. Si arriva così alla giornata di giovedì 16 luglio, quando l’Us Città di Pontedera fa uscire un comunicato in cui indica le date di inizio del ritiro. Mentre Giovannini ancora attende di sapere se la sua proposta è stata o meno accolta. Il comunicato inviato alle 16,10 di giovedì 16 luglio si apre così: «Definite le prime date della nuova stagione, come stabilito dal direttore sportivo Simone Quintieri e dall’allenatore Giuseppe Mascara». Il messaggio ai più attenti appare subito chiaro: i brasiliani sono irremovibili. Giovannini è tagliato fuori, anche se nessuno gliel’ha ancora comunicato definitivamente. Come se non bastasse, ecco la seconda mossa a sorpresa. Alle 13,06 di venerdì 17 luglio il Pontedera pubblica il video del direttore sportivo Simone Quintieri che annuncia che la rosa «è quasi pronta», pur non risultando ancora alcun tesseramento effettuato dalla società. Ora è tutto ancora più chiaro. Giovannini è fuori. Ma alle 13 di venerdì 17 luglio il sindaco non ha ancora detto niente a Giovannini. La società quindi – è evidente – ha scelto di non seguire minimamente il consiglio del sindaco Matteo Franconi, che ha provato una mossa disperata per cambiare la rotta di un Pontedera che appare sempre più in balia di logiche fumose e poco chiare. E va avanti per la sua strada. Mentre la rabbia dei tifosi sale. E il calcio, a Pontedera, è sempre più avvolto da nuvoloni neri che annunciano tempesta.
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