Podere Orzale, “il piano B” di Selma e Marco che funziona: «Il nostro vero agriturismo nelle campagne pisane»
L’azienda agricola e agriturismo immerso nei colli pisani è stata protagonista di una delle tappe del viaggio di Cia Etruria
PONTEDERA. «Ci piace chiamarli ospiti, non clienti. Questa è una casa che apre le porte agli amici». È forse racchiusa tutta in questa frase la filosofia di Podere Orzale, azienda agricola, agriturismo e allevamento di cavalli immerso nei colli pisani, protagonista di una delle tappe del viaggio nelle province di Livorno e Pisa attraverso le aziende agricole di Cia Etruria.
La filosofia del vero agriturismo
Una realtà giovane, autentica e profondamente familiare, nata dal sogno di Selma Guiducci, 43 anni, genovese, e del marito Marco Campara, 50 anni, bolognese, insieme al piccolo Gio. Nel loro podere in via della Montanina a Usigliano, nel comune di Casciana Terme-Lari, l’accoglienza non segue le logiche tradizionali del turismo. «La nostra filosofia è quella del vero agriturismo - afferma Selma Guiducci -: vivere la campagna, condividere gli spazi, creare relazioni. Noi viviamo al piano terra della struttura, mentre gli ospiti condividono gli ambienti comuni ed un unico tavolo per la colazione. Vogliamo che le persone si mescolino, che si conoscano. Qui non c’è la logica del servizio. Ci sono io che preparo l’aperitivo, rifaccio le camere e accolgo le persone. Entrando in quest’ottica cambia anche l’atteggiamento degli ospiti: c’è chi spontaneamente riporta il piatto sporco in cucina».
Una seconda vita per entrambi
La storia del podere è anche una storia di seconde chance. Selma e Marco arrivano da esperienze diverse, benché legate al mondo del cavallo. Entrambi, però, sentivano il bisogno di cambiare vita. «Per quanto il lavoro che facevo fosse ben pagato, mi mancava qualcosa - racconta Selma -, vedevamo attorno a noi tante persone incastrate in un sistema in cui il prezzo da pagare per certe sicurezze era troppo alto. Noi volevamo una qualità della vita diversa».
La struttura
Il podere viene acquistato alla fine del 2019, poco prima dello scoppio della pandemia. La struttura era una civile abitazione disabitata da anni e necessitava di una ristrutturazione totale, effettuata, nonostante le difficoltà logistiche, durante il Covid. Prima nasce l’azienda agricola, poi nel 2023 l’apertura ufficiale al pubblico. Oggi il podere ospita otto cavalli ed un progetto in continua evoluzione. Il trasferimento in Toscana, spiega Selma, è stato quasi casuale: i loro cavalli erano ospitati da un’azienda agricola della zona, punto d’appoggio nei viaggi tra Genova e Bologna. «All’inizio, con Marco, cercavamo casa in Emilia-Romagna, poi frequentando questi luoghi nei fine settimana ci siamo innamorati del territorio, del clima e soprattutto delle persone».
Un elemento, quello della rete tra aziende agricole e professionisti locali, che Selma considera fondamentale. «Abbiamo costruito rapporti molto solidi con altre realtà del territorio. Ci interessa un turismo consapevole, non il mordi e fuggi di chi usa la campagna solo come base per visitare Pisa o Firenze».
Un vero e proprio percorso
L’idea è quella di accompagnare gli ospiti alla scoperta di una ruralità autentica: vino, miele, formaggi, percorsi tra le colline, esperienze a contatto con la natura. Nel fine settimana il podere propone anche aperitivi contadini e taglieri con prodotti locali, molto apprezzati soprattutto dai giovani. Parallelamente cresce il progetto agricolo ed equestre. L’azienda produce olio, foraggio e alleva Foundation Quarter Horses, una linea selezionata per robustezza, equilibrio caratteriale e resistenza al lavoro. L’allevamento segue una gestione naturalizzata in branco, dove il benessere animale viene prima di tutto. «Non deve essere normalizzato il cavallo isolato, senza contatti sociali e tirato fuori solo per essere montato», sottolinea Selma. Il podere non affitta cavalli, ma offre ospitalità ai cavalieri in viaggio con il proprio animale. Per chi invece desidera vivere esperienze equestri senza possedere un cavallo, Podere Orzale collabora con centri equestri della zona organizzando passeggiate ed attività. Importante anche la parte didattica e formativa. In collaborazione con il team Equid Care, in cui opera il marito di Selma, Marco, vengono organizzati clinics e giornate di approfondimento dedicate a podologia, osteopatia equina, biomeccanica, nutrizione e addestramento, mentre a fine giugno è previsto l’appuntamento annuale dedicato alla doma dei puledri.
Porte aperte anche per visitatori giornalieri
Da quest’anno il podere apre le porte anche ai visitatori giornalieri con percorsi guidati all’interno dell’allevamento, rivolti anche ai bambini e alle scuole, per sensibilizzare sulle reali esigenze di vita del cavallo. Nel frattempo la famiglia guarda avanti. Tra i nuovi progetti ci sono alcune tende glamping immerse vicino al bosco, con recinti adiacenti per chi viaggia con il proprio cavallo per rendere l’esperienza ancora più autentica e immersiva. E poi il sogno di ampliare i terreni, sviluppare la produzione olearia e magari ospitare piccoli eventi country, matrimoni intimi o feste contadine. «Mi piacerebbe che la nostra storia fosse d’ispirazione - conclude Selma -: noi incarniamo il desiderio di tante persone che cercano una vita diversa. Non ci sono state eredità o colpi di fortuna: ci sono stati organizzazione, sacrificio e tanta fatica. È una strada difficile, ma possibile».
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