Il Tirreno

Pontedera

L’aggressione

San Miniato, sacchetto in testa e tante botte: rapinato un edicolante

di Nilo Di Modica

	A destra Giovanni Elefante dopo l'aggressione
A destra Giovanni Elefante dopo l'aggressione

Giovanni Elefante ha la propria edicola sulla Tosco Romagnola: dopo l’aggressione ha riportato fratture in tutto il corpo

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SAN MINIATO. «Non vedevo più nulla, la testa nella plastica, le botte. Per un attimo mi sono detto: “adesso muoio”». È finita con un grande spavento e diverse contusioni la bruttissima esperienza di Giovanni Elefante, storico edicolante affacciato da sempre sulla Tosco Romagnola a San Miniato Basso che questa mattina, venerdì 24 aprile, è stato colto di sorpresa e alle spalle da qualcuno nel corso di una rapina.

L’aggressione

Conosciuto da tutti, Giovanni è una vera istituzione della frazione, dove i giornali li consegna tutte le mattine porta a porta dal 2020, quando cominciò in occasione del Covid. Raggiunto al telefono, al giornale Il Tirreno racconta i fatti mentre, nel pomeriggio, dopo l’ospedale, è di nuovo alla sua edicola: «Devo fare i resi. Quelli non aspettano». Poi comincia ricordando l’incubo: «Avevo appena salutato il ragazzo che mi porta i giornali, era presto. L’ora in cui non ci sono molte persone in giro. A un certo punto, mentre davo le spalle alla porta d’ingresso ho sentito qualcuno saltarmi addosso da dietro. Mi ha messo un sacco di plastica nero in testa, mi ha buttato a terra e ha cominciato a picchiarmi. Non ho capito più niente».

Calci e pugni che purtroppo hanno colpito forte: al viso, al braccio, al petto: «Non sono nemmeno riuscito a capire quanti erano: uno, due, dodici, so solo che mi hanno conciato per le feste. Uno mi è anche salito con lo scarpone sulla testa. È stato l’unico momento in cui mi è venuto di reagire: l’ho agganciato per un piede ma non sono riuscito a fermarlo. Nel mentre non respiravo, avevo questo sacchetto in testa per un attimo ho pensato di morire».

Il soccorso

Il tutto, come spesso accade, per un bottino decisamente magro, appena 20 euro di spiccioli. Pochi minuti e tutto era finito. A soccorrerlo, mentre aveva il viso tutto insanguinato, una signora e poco dopo anche i carabinieri, che passavano in auto davanti all’edicola. Portato subito all’ospedale di Empoli dalla Pubblica Assistenza di Santa Croce, ha riportato alcune fratture fra costole incrinate, un orecchio tumefatto, il naso ammaccato ed un braccio dolorante. Effettuata ovviamente la denuncia: al vaglio le immagini delle telecamere del quartiere.

«È probabile che conoscessero le mie abitudini, pensavano di trovare l’incasso. Ma non hanno avuto il tempo – racconta –. Io non ho nemici, non ho mai dato noia a nessuno. Mi guadagno da vivere con poco e portando una cinquantina di giornali tutte le mattine casa per casa, ma come categoria ci si sente soli. Mi chiedo che mondo è quello in cui si rischia così tanto per pochi spiccioli. Prendendosela con chi la mattina presto apre il negozio. A me è andata bene, ma se si fossero trovati davanti una persona più anziana, non so cosa sarebbe successo».  

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