Pontedera, scopre l’amante della compagna e lo perseguita: condannato
Pena di due anni e 5mila euro di risarcimento per un 44enne
PONTEDERA. Quando ha scoperto che la compagna aveva un amante, a luglio del 2022, non ci ha più visto. E ha iniziato a perseguitare l’uomo che gli stava portando via la donna della sua vita. Una vera e propria ossessione, sfociata fin da subito in atteggiamenti aggressivi, che si è ulteriormente avvelenata nel momento in cui la compagna ha deciso di lasciarlo per l’altro.
Due anni di autentico inferno, quelli vissuti da quest’ultimo, continuamente vittima di minacce, aggressioni, inseguimenti, e anche di danneggiamenti e vandalismi alla sua auto. Fatti, tutti avvenuti in un comune delle colline pisane, da cui sono originate nove querele, poi riunite in un unico procedimento penale che si è concluso in questi giorni in rito abbreviato davanti al giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Pisa Eugenia Mirani.
I comportamenti persecutori verso il nuovo compagno della ex, sono costati al 44enne una condanna a due anni di reclusione per stalking e danneggiamento, e a un risarcimento del danno di 5mila euro nei confronti del 48enne (rappresentato come parte civile dall’avvocata Rubina Colombini) che sta tuttora con quella che prima era la sua amante, una donna di 40 anni.
Il primo episodio risale al 3 luglio 2022: in corrispondenza della scoperta del tradimento, il 44enne aveva minacciato il partner segreto della sua compagna con un coltello. Stessa cosa ripetutasi nelle settimane successive alla festa paesana e in un bar. A cambiare era solo il contesto, ma non le minacce di “farlo fuori” se non avesse lasciato stare la sua fidanzata. Inseguimenti, telefonate, visite a casa, e anche danneggiamenti. Come quando, nel novembre del 2022, tentò di colpire il “rivale” con un calcio che finì per mandare in frantumi il vetro della sua auto. O come nel febbraio del 2024, quando sempre dopo aver tentato di aggredirlo fisicamente, cominciò a colpire la vettura con mani e piedi, per poi lanciarsi sul cofano e graffiare lo sportello.
“T’ammazzo, ti taglio la gola”, parole ricorse più volte. In un paio di occasioni la violenza fisica non si è fermata al tentativo, con pugni e schiaffi andati a bersaglio. Un reato praticamente “aperto” e aggiornato di continuo. L’uomo è stato anche destinatario di un divieto di avvicinamento, scattato a marzo del 2024, rivelatosi tuttavia insufficiente a contenere la sua furia. Così durante l’estate dello stesso anno la misura è stata poi aggravata con l’applicazione degli arresti domiciliari. Secondo l’accusa, con le sue minacce e molestie l’imputato ha causato al 48enne «un grave e perdurante stato di ansia e paura, nonché un fondato timore per la propria incolumità». Giunti alla discussione, il pubblico ministero ha chiesto la condanna del 44enne a un anno e otto mesi, una pena che il giudice ha ritoccato verso l’alto. l
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