San Miniato, calci alla porta del veterinario: «Basta violenze contro i medici»
Coppia porta di notte l’animale alla clinica nella serata di chiusura. La violenza è stata registrata in un filmato della videosorveglianza e consegnato alle forze dell’ordine per la denuncia
SAN MINIATO. Arrivano con il loro animale in condizioni gravissime alla clinica veterinaria in orario notturno. La San Minianimal di Ponte a Egola ha servizio di pronto soccorso h24, eccetto il venerdì in cui la chiusura è alle 21. E proprio venerdì 16 gennaio la coppia si è presentata all’ingresso trovandolo sbarrato. La reazione, però, è stata eccessiva: calci alla vetrata contro cui è stato scagliato anche un vaso di fiori. Scena ripresa dalla videosorveglianza e consegnata alle forze dell’ordine per la denuncia. «Perché non ne possiamo più di tutta questa violenza», dice Sara Lelli, direttrice della clinica veterinaria.
La dottoressa spiega che la scelta di sospendere il servizio una notte a settimana deriva dal fatto che di medici specializzati non ce ne sono molti: «I nostri orari sono ben chiari, sia all’ingresso che online. Chiudere la clinica il venerdì notte è stata una decisione dettata dalla mancanza di personale. Un fenomeno comune in sanità, purtroppo, che è dovuto anche a fatti di violenza come quelli che sono accaduti a noi. I centri come il nostro sospendono sempre più spesso il servizio di pronto soccorso, perché si trovano con troppa frequenza di fronte a persone violente».
La San Minianimal è in attività da 13 anni con la garanzia del servizio di ricovero e pronto soccorso che è esclusivamente privato. «Per cui non riceviamo supporto da nessun ente o associazione – aggiungono dalla clinica –. Un servizio che costa fatica e sacrificio, tanto. Lo facciamo perché sappiamo quanto importante possa essere, lo facciamo perché crediamo fermamente che lo sforzo che abbiamo fatto e che facciamo, possa fare la differenza per la vita di molti animali. Ma ribadiamo con forza che abbiamo necessità di chiudere il pronto soccorso per una notte, dando peraltro indicazioni sui pronto soccorsi aperti con un cartello appeso alla porta. Nessuno si può permettere, per quanto disperato di commettere atti come questi».
Quello apparso sui social della clinica è un vero a proprio sfogo: «Ci auguriamo che sia la prima e ultima volta che siamo costrette a fare un post del genere. Non giustifichiamo e non giustificheremo mai la violenza. Mai. E ricordiamo che, come indicato da appositi cartelli, la clinica è videosorvegliata all’esterno e all’interno. E specifichiamo che i giorni di chiusura sono evidenziati anche sulla scheda di Google e con vari post sui social in caso di necessità».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=13a9b68)