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Lutto

Addio a Lori Landi, il dolore di Buti: «Un grande vuoto»

di Sabrina Chiellini
Nella foto a destra Lori Landi con i volontari allo stadio di Firenze per la partita dei viola con il suo Milan
Nella foto a destra Lori Landi con i volontari allo stadio di Firenze per la partita dei viola con il suo Milan

Era malato di Sla, stava per compiere 57 anni

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BUTI. Il 17 ottobre Lori Landi avrebbe compiuto 57 anni. Ma da alcuni mesi la Sla, sclerosi laterale amiotrofica, una malattia che non lascia speranze, aveva cominciato a farsi sentire sempre di più. L’altro giorno l’uomo, sposato e padre di due figli, è stato ricoverato e lentamente le sue condizioni lo hanno portato alla morte. Un dolore per la sua famiglia e per i tanti amici che nel corso del tempo hanno seguito la sua vicenda e il racconto dei suoi sogni che si realizzavano, quando ormai la malattia lo aveva completamente imprigionato nel suo corpo, lasciandolo però libero di pensare, di chiedere di poter vivere “spicchi” di felicità. Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati al Team Deri, l’associazione di Cascina che segue i malati di Sla e le loro famiglie. Insieme al Team Lori ha realizzato tanti sogni, riuscendo ad andare allo stadio (era un grande tifoso del Milan e del Pisa), a vedere spettacoli teatrali (l’estate di un anno fa a Castiglioncello aveva seguito il musical Grease) oppure film al cinema.

Qualcosa di impensabile se uno pensa alle conseguenze della malattia.

«Non riesco a scrivere cosa sto provando. Sono talmente provata, colpita, arrabbiata ma nello stesso tempo felice per la tua “libertà”… che non riesco a scrivere, a scriverti niente – sono i primi pensieri della presidente dell’associazione Stefania Mazzucchi –. Fin da subito ti ho voluto un mondo di bene, abbiamo trascorso insieme momenti, emozioni, indelebili, quelli rimarranno dentro di me… per sempre. Buon viaggio Lori».

Con Lori avevano fatto amicizia medici e infermieri e soprattutto i volontari delle associazioni che nel tempo lo hanno accompagnato all’ospedale o anche in “giro” cercando di dargli la migliore assistenza possibile durante i trasferimenti nelle mete che Lori sceglieva. Se la famiglia conserverà i ricordi più intimi della vita con lui, agli amici restano i suoi sorrisi quando riusciva a fare qualcosa che un disabile spesso non può fare. Questo grazie anche al Team, a Stefania e all’instancabile dottor Paolo Malacarne.

«Non avrei mai voluto sentire questa notizia, ma purtroppo questa lunga e brutta malattia che ha voluto colpire una persona buona come te, alla fine non ti ha lasciato scampo. Ancora ricordo la tua felicità in volto e le tue lacrime quando grazie al Team Deri sei riuscito a conoscere i nostri campioni! Continua a tifare Milan e Pisa anche da lassù grande» scrive su Facebook Chiara Pardini della Misericordia di Vicopisano. Un momento di grande dolore per la moglie Matilde e i figli. Prima di ammalarsi Lori lavorava in un panificio.

«Per noi tutti c’è ora un grande vuoto», dice Mazzucchi unendosi in un forte abbraccio alla famiglia. Il funerale stamani alle 11 alla chiesina della Croce.


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