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Elezioni comunali 2024
La polemica

Capannoli, il Pd locale espelle la sindaca uscente Arianna Cecchini a urne aperte. Ma non poteva farlo

di Mario Neri

	Arianna Cecchini
Arianna Cecchini

Fuori la prima cittadina che corre con una lista civica e altri tre suoi supporter. Il segretario comunale le invia la lettera, ma dovevano essere i garanti provinciali o regionali a decidere. Il partito locale aveva mosso accuse simili contro l’assessora regionale Alessandra Nardini chiedendone la testa

09 giugno 2024
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CAPANNOLI (Pisa). E il Capannoli gate alla fine divenne Capannoli date. E pure un grande pasticcio. A urne aperte si compie con l’espulsione dal Pd della sindaca uscente Arianna Cecchini e di altri tre candidati alle amministrative del comune della provincia di Pisa una polemica che un mese esatto fa aveva coinvolto anche l’assessora regionale Alessandra Nardini. A comunicarlo alla prima cittadina uscente, con una lettera datata sabato 8 giugno, sono il segretario comunale Alessandro Bacherotti, quello del circolo di Capannoli Alessio Maggini e quella del circolo di Santo Pietro in Belvedere Simona Salvadori.

Peccato che solo dopo poche ore si scopra che l’espulsione non è valida, perché a decidere se cacciare un esponente dal partito – dicono dal Pd toscano – devono essere i garanti provinciali o regionali. Così ora al quartier generale dei dem toscani in via Forlanini il caos di un comune di seimila anime diventa il caso dell’election day: “Lasciamo perdere – commenta amaro un dirigente – con le urne aperte in tre capoluoghi e le Europee, ai capannolesi viene in mente di fare questa mossa. Ne parliamo domani, ma proprio non ci siamo...”. Certo è un effetto lo avrà avuto: diffondere la notizia di una sindaca uscente espulsa dal partito proprio mentre è in corsa per il terzo mandato potrebbe aver inciso sull’opinione pubblica. Il sospetto, anche fra i dem toscani, è che sia stato un maldestro tentativo per disorientare gli elettori capannolesi. 

Colpa di Cecchini e di altri tre sui sostenitori, fra cui Simona Giuntini, Federico Mangini e Alessandra Marianelli, sarebbe stata quella di essersi ricandidati a sindaca e per il consiglio comunale contro la competitor ufficiale scelta dal Pd Barbara Cionini, scelta senza primarie e in assemblea con un doppio turno a causa del mancato numero legale nel primo. La corsa di Cecchini è contro le regole dello Statuto, sottolineano nella missiva i segretari capannolesi. 

Un siluramento che arriva a poche ore dalla chiusura dei seggi e rinfocola così una bufera scoppiata a inizio maggio, in cui i tre segretari locali dem avevano inviato una lettera di avvertimento anche a Nardini e ad altri esponenti dem capannolesi come lei, fra cui i genitori, colpevoli, a dire dei vertici locali, di aver sostenuto e aver fatto campagna per Cecchini. Una accusa, quella all’assessora, contro cui si sollevò mezzo partito, anche nazionale. Tanto che dovette intervenire anche il quartier generale dei dem toscani con il responsabile enti locali Stefano Bruzzesi a calmare gli animi. Nardini non è fra i destinatari della missiva, ma la sindaca uscente sì.  

Solo che ora si scopre che l’espulsione non ha alcun valore, poiché avrebbero dovuto deciderla i garanti del partito, non dei segretari locali. A confermarlo al Tirreno alcuni dirigenti della segreteria regionale guidata da Emiliano Fossi.

Ma ecco il testo della lettera inviata agli espulsi e per conoscenza anche al segretario provinciale Oreste Sabatino. 

“Formuliamo la presente per comunicare che la sua decisione di candidarsi alle prossime elezioni amministrative in una lista contrapposta alla nostra determina l’esclusione, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 4 comma 10 dello Statuto nazionale, che recita testualmente: “Le persone fisiche registrate all’anagrafe degli iscritti e nell’albo degli elettori che, in occasione di elezioni amministrative, al termine delle procedure per la selezione delle candidature, si si siano candidate in liste alternative al Pd , o comunque non autorizzate dal Pd, vengono escluse e non sono più registrabili, per l’anno in corso e per quello successivo nell’anagrafe degli iscritti e nell’Albo degli elettori e delle elettrici del Pd”.  Accertato quanto sopra lei non fa più parte del Partito democratico. Distinti saluti”.

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