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L’evento

Identità, amarcord e volontariato: Corazzano diventa borgo del tartufo

di Giacomo Pelfer
Identità, amarcord e volontariato: Corazzano diventa borgo del tartufo

Presentata la tradizionale Fiera, orgoglio di un paese di 400 abitanti

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SAN MINIATO. A fare da contorno al tartufo sarà il gusto un po’ nostalgico e amarcord degli anni Sessanta e Settanta, da rivivere attraverso gli abiti e gli oggetti di un tempo, insieme alla musica degli intramontabili Equipe 84, la popolare band che la prossima domenica si esibirà a Corazzano per la Fiera mercato del tartufo bianco, portando nella frazione della Valdegola i propri brani storici.

Sarà il momento clou di un evento arrivato alla 37ª edizione, il secondo degli appuntamenti dedicati al bianco sanminiatese prima della Mostra mercato di novembre. «Da sempre cerchiamo un tema di fondo che faccia da filo conduttore all’evento» ha ricordato durante la presentazione Marzia Bellini, portavoce del circolo Arci che da 37 anni organizza la manifestazione insieme alle altre associazioni del paese (che conta circa 400 abitanti) e alle tante famiglie che si spendono per farlo vivere. Appuntamento sabato 30 settembre e domenica 1° ottobre, quando le case della frazione saranno addobbate con oggetti simbolo degli anni ‘60 e ‘70, mentre dalle 18 del sabato sarà possibile visitare la mostra dal titolo “S’è accomodata”, dedicata agli abiti da sposa e da cerimonia di quel tempo. Domenica 1 ottobre, invece, si comincerà alle 10 con l’apertura di banchi e stand gastronomici, mentre alle 15 si svolgerà una dimostrazione di caccia al tartufo seguita da un’esibizione di agility dog a cura dell’associazione Qua la Zampa di Staffoli, con la partecipazione di due border collie più volte campioni del mondo di agility. Dalle 17, 30, infine, sarà possibile cantare e ballare sulle note degli Equipe 84.

Protagonista dell’evento sarà comunque il tartufo, che si potrà gustare all’interno del circolo nella sera di sabato oppure domenica sia a pranzo che a cena, con prenotazione obbligatoria al numero 0571 462804.

«Nel menu di quest’anno ci saranno delle novità – ha annunciato Bellini – insieme ai piatti della tradizione che vedranno come protagonista il tartufo. Inoltre, parallelamente alla Mostra mercato di San Miniato che sarà dedicata alla sostenibilità, abbiamo deciso di utilizzare i piatti di coccio al posto di quelli ecologici usa e getta» ha aggiunto Bellini prima di lasciare la parola a Piero Campinoti (per tutti Piero di’ lattaio) che durante la presentazione ha decantato una poesia in ottava rima dedicata al “declino del paese” e alla scomparsa dei suoi negozi.

Un testo risalente ad alcuni decenni fa, mentre «oggi Corazzano è quasi un caso di studio, perché tante frazioni più popolose non hanno questa concentrazione di attività e servizi», ha detto il sindaco Simone Giglioli elencando le tante realtà che ancora sopravvivono in paese.

«Merito soprattutto dei corazzanesi – ha detto Bellini – che raramente fanno acquisti fuori da Corazzano». Una realtà da scoprire dunque, anche per i turisti e i visitatori abituati a frequentare solo la Mostra mercato del capoluogo. «A chi è già stato a San Miniato consiglio di venire nelle sagre delle frazioni – ha detto il vicepresidente di San Miniato Promozione, Domenico Barsotti, intervenuto insieme al presidente Marzio Gabbanini – perché è qui che si può vedere davvero l’habitat del tartufo e conoscere i cavatori».

Gli stessi tartufai che dal prossimo anno non potranno andare in bosco prima del 1 ottobre, come prevede il nuovo calendario varato dalla Regione. «Un’assurdità – secondo i tartufai corazzanesi Luciana Manetti e Leonardo Bandini – perché non ha senso stabilire delle date per un prodotto che dipende solo dal clima e dalla stagionalità».


 

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