Morto sul lavoro a 55 anni a Ponsacco: perché Valerio è caduto dal tetto? Le indagini
L’azienda: «A disposizione della magistratura. La sicurezza sui luoghi di lavoro è il pilastro fondamentale della nostra strategia»
PONSACCO. Sulla morte sul lavoro di Valerio Beccaro, geometra di 55 anni livornese, caduto mentre stava compiendo un sopralluogo sul tetto del centro distribuzione di Poste Italiane a Ponsacco, si è espressa proprio l’azienda alla quale l’uomo era stato legato da un rapporto professionale di trent’anni. «Poste Italiane esprime profondo cordoglio e vicinanza ai familiari del collega Valerio Beccaro. L’azienda è a completa disposizione dell’autorità giudiziaria che sta svolgendo le indagini per l’accertamento di quanto accaduto. La sicurezza sui luoghi di lavoro è il pilastro fondamentale della strategia e dell’operatività di Poste Italiane».
L’uomo doveva verificare il motivo di qualche infiltrazione che dalla copertura stava creando qualche problema. Ma all’improvviso, per cause che devono ancora essere chiarite del tutto, forse inciampando in qualcosa ha perso l’equilibrio ed è precipitato giù, nella sera di lunedì 5 settembre.
«Sono profondamente addolorata e colpita dalla notizia della morte del lavoratore di 55 anni a Ponsacco. Non si può morire sul lavoro, è inaccettabile». A dichiararlo è l'assessora regionale Alessandra Nardini, che tra le sue deleghe ha quella a formazione e lavoro. Prosegue Nardini: «In attesa che siano effettuati tutti gli accertamenti su questa tragedia, rivolgo alla famiglia un pensiero commosso. È fondamentale che tutte le istituzioni e gli enti preposti ai controlli lavorino in sinergia per l'applicazione rigorosa delle norme e che sia garantita una adeguata e continuativa formazione, un punto fondamentale per tutelare il diritto alla salute e sicurezza. Su questo tema - conclude Nardini - come Regione stiamo lavorando con grande determinazione, sul fronte della prevenzione e della promozione di una cultura della sicurezza a partire dai banchi di scuola».
Chiede più controlli sul lavoro la Cgil: «Innanzitutto ci stringiamo alla famiglia, alla quale esprimiamo tutta la nostra vicinanza. Le cause e le responsabilità dell’incidente saranno accertate nei prossimi giorni dalle autorità competenti, ma di fronte a questa ennesima morte sul lavoro restiamo attoniti. Una immensa tragedia che riteniamo inaccettabile, purtroppo l’ennesima in un Paese che pare assuefarsi alle morti sul lavoro, e che riguarda sempre più anche la nostra Provincia. Segnali evidenti della necessità urgente di intervenire sui modelli organizzativi e sulla formazione in ogni settore e luogo di lavoro. Come sindacato insisteremo, con sempre maggiore determinazione, nel richiedere una più puntuale applicazione delle norme e di controlli continui ed efficaci da parte degli organi preposti, ma anche a sviluppare concretamente quella cultura della sicurezza di cui tanto si parla, ma per la quale non viene fatto abbastanza. Perché non si può e non si deve accettare, che ancora oggi, si debba morire di lavoro».
Alle Poste ha lavorato fin dalla seconda metà degli anni ’80, era entrato in servizio poco dopo aver preso il diploma all’Itg Buontalenti e si era fatto apprezzare dai colleghi. Le cronache raccontano che nel ’99 aveva partecipato ai campionati tricolori di nuoto riservati ai lavoratori delle Poste: una bella avventura che ne aveva confermato il carattere sportivo.
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