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cronaca

Demolito il “tempio” comunista: a Perignano la Festa del Pd si fa a casa dei socialisti

Addio allo Spazio Aperto costruito nel 1986 da diciotto militanti grazie a una colletta. Il trasloco al “Pertini” abbatte uno steccato ideologico che ha resistito per decenni


23 giugno 2022 Francesco Turchi


L’avevano costruito con i loro soldi e le loro mani, mossi da un’ideologia che li teneva uniti sotto la bandiera rossa.

Un gesto figlio di un’epoca ormai finita sui libri di storia. Perché poi il Partito si è sgretolato attraverso un processo che ha finito inevitabilmente per disperdere quell’onda di volontariato che riempiva cucine e stand (oltre alle casse). Altri tempi. Nei quali ogni estate andava in scena la sfida a distanza con i cugini socialisti, a suon di piatti, concerti, giochi, dibattiti politici, serate danzanti e tombole.

Lo “Spazio Aperto” dei comunisti da una parte e il “Pertini” dall’altra. Distanti un chilometro scarso ma lontanissimi sul piano politico: difficile trovare qualcuno che frequentasse entrambi i “templi” senza remore, anche solo per un caffè.

Ma i colossi, con il tempo, sono diventati fragili. I volontari sono calati insieme alla passione per la politica. Quegli ingressi imbandierati, sotto gli striscioni de “l’Unità” o dell’Avanti hanno perso fascino. E poi ci si sono messi anche altri fattori. Come le norme sempre più stringenti in materia di sicurezza, per esempio. Per non parlare della pandemia. E così ecco che nel 2022 succede che il Pd organizza la sua festa (dal 30 giugno) nello storico spazio dei socialisti (diventato nel frattempo anche il quartier generale degli appuntamenti dell’associazione La Rossa).

Il motivo? La sua “casa” non c’è più. È stata demolita, perché non più a norma. Nel frattempo i proprietari-fondatori – che erano 18 nel 1986 – riuniti in un’associazione, sono rimasti in 11.

Il loro Spazio Aperto è ormai ridotto a un terreno abbandonato, costellato da resti di strutture che erano il cuore delle feste e che ora aspettano di essere definitivamente rimossi.

Le serate di musica, cucina e dibattiti sono ormai un ricordo, testimoniato dai rifiuti che attendono di essere smaltiti definitivamente.

E intanto il futuro è un’incognita: «Non abbiamo avuto altra scelta – spiega Luciano Novelli, storico militante e socio fondatore -. Purtroppo negli anni non siamo riusciti a far fare all’area il salto di qualità che serviva e ora non era più a norma». Dunque, la strada dalla demolizione era l’unica percorribile: «Sì. E ora vediamo cosa si può fare. Il nostro sogno è di far rivivere lo Spazio Aperto, mettendolo a disposizione del paese di Perignano».

Il dibattito è in corso, e l’amministrazione comunale che segue la vicenda con attenzione: «Quell’area – puntualizza il sindaco di Casciana Terme Lari, Mirko Terreni – a livello urbanistico può ospitare strutture anche private ma di interesse collettivo. Vediamo. Di sicuro era impensabile rimettere in piedi lo Spazio Aperto: serviva un grosso investimento per rimetterlo a norma».

E poi mancano anche le braccia, tanto che anche la Festa Democratica di Lavaiano – altro appuntamento fisso dell’estate – si è unita a quella di Perignano: «Non è semplice rimettere in piedi le feste dopo lo stop per il Covid». Quindi tutti insieme allo Spazio Pertini. Che presto, probabilmente, diventerà la “casa” degli eventi di tutti. Perché difficilmente i socialisti – tra l’età dei militanti storici che avanza e un ricambio che non c’è – riusciranno a gestirla direttamente.

L’idea, che potrebbe concretizzarsi a breve, è quella di donare l’area al Comune, che a quel punto potrà metterla a disposizione di associazioni e privati per iniziative e feste, anche di partito.


 

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