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Pontedera

Nuovi nati, memoria e pace. Rinasce l’albero ricoperto di fiori realizzati all’uncinetto

P.S.
L'albero allestito al campino di Gello, le scarpine dedicate ai nuovi nati
L'albero allestito al campino di Gello, le scarpine dedicate ai nuovi nati

Le donne di Gello di nuovo al lavoro per un’installazione al campino. Scarpine per chi è venuto alla luce in pandemia, piantine per i morti 

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Sbocciano fiori di pace a Gello. Dopo l’albero di Natale realizzato all’uncinetto che aveva allietato il campino della frazione, la prossima settimana lo stesso abete avrà una nuova veste.

Come un prato coloratissimo con boccioli e corolle di tutti i tipi, la primavera farà capolino tra le case dei gellesi grazie a un grande lavoro di comunità. Le donne del paese, più o meno giovani, si sono date appuntamento ogni lunedì e hanno sferruzzato e cucito trame di fantasia e amicizia. Dai pomeriggi in compagnia nascono poi mille idee. «Troppe – ci scherza su Marilena Bova, una delle componenti del gruppo – tanto che non facciamo in tempo a realizzarle tutte». Le signore, dai 40 agli 85 anni, hanno iniziato a ritrovarsi dopo la fine dei vari lockdown, per uscire dall’isolamento. E, hanno scoperto un’attività che le coinvolgeva. Ago e filo. Cotone, lana e originalità. Hanno costituito anche un’associazione culturale e ricreativa che si chiama “Il campino delle idee”. E lo slogan riassume con chiarezza lo scopo: generare emozioni limpide lavorando oziosamente. Gello è il risultato, anche delle iniziali delle parole.

«Così, appena terminato il progetto di Natale – continua Bova – ne abbiamo pensato un altro. Si chiama “l’albero della rinascita” perché l’intenzione è che simboleggi la ripartenza, la luce dopo il buio del Covid». E quale migliore risveglio se non quello della natura, del dischiudersi dei germogli, rigorosamente fatti a mano. «L’alberò sarà ricoperto di fiori creati con l’uncinetto o con i ferri. Ci saranno appese – entra nel merito Bova – pure scarpine da neonato, sempre fatte artigianalmente, con i nomi dei bimbi nati in questi due anni a Gello e che, in qualche modo, perché vengono a casa dei nonni o perché fanno catechismo qui, hanno legami con il paese».

La vita insomma che vince la malattia. «Ai piedi dell’albero – aggiunge – collocheremo vasetti di fiori dedicati invece a chi, in questo periodo, ci ha lasciato. Un omaggio floreale per non dimenticare».

Una memoria che non deve appassire: «Su tutto poi svetterà un puntale con il simbolo della pace, per dimostrarci sensibili anche alla triste realtà della guerra a cui stiamo assistendo».

Gello è stato il primo luogo pontederese ad accogliere una famiglia ucraina in fuga dal conflitto. Fornendo una risposta commovente.



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