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La tradizione della norcineria salvata da Simone e Inalvis «Crediamo in Corazzano»

nilo di modica
La tradizione della norcineria salvata da Simone e Inalvis «Crediamo in Corazzano»

Il titolare della Taverna dell’Ozio e la compagna a lezione da Angiolini  «Non volevamo far perdere l’anima al paese». Ecco “Che macello!” 

30 aprile 2021
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ciccia e amore

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Via Zara son 50 case e tanta campagna. Ma in questo luogo ai confini della Valdegola, da sempre, c’è una tradizione “corazzanese” che non muore: la norcineria. Una storia che da alcuni giorni trova casa in una nuova bottega, aperta da Simone Fiaschi (il “compagno” Fiaschi, precisa), anima della celebre Taverna dell’Ozio e dalla compagna Inalvis Grey. L’insegna fuori recita “Che macello! ”, ma la Macelleria di Corazzano, questo il nome, è già un punto di riferimento per il paese e non solo, in aperta sfida ai tempi e alla crisi. «La padrona è lei – dice Simone rivolto alla moglie –. Io qui sono a bottega». «La storia che si racconta da sempre in paese narra che i migliori macellai del comprensorio venissero da qui perché a Corazzano venne importata una tradizione – continua –. I conti Rasponi, della tenuta di Barbialla, avevano possedimenti in Umbria e probabilmente da laggiù portarono miscele di spezie e tecniche presero piede in queste campagne, dove di maiali se ne tenevano».

Leggenda forse, ma che ha qualche legame con la realtà. Da sempre, infatti, questa piccola frazione fra San Miniato e Montaione ha dato i natali ad alcuni dei macellai più apprezzati. «Gino del Ferri e Bruno del Lucchesi, Nacci, Conforti... solo per citare i più famosi, son tutti di qui. E alcuni ai loro tempi preparavano i maiali a tutte le fattorie e contadini della zona – ricordano Fiaschi e Inalvis –. Di fronte ad una storia così, ci dispiaceva pensare che in questo paese non ci fosse ormai più una macelleria, una bottega di prossimità che restituisse un po’ di quell’anima a Corazzano». E dato che lavorare la carne, drogarla, lavorarla è un arte che non si acquisisce in quattro e quattr’otto, i due “novelli” commercianti si son fatti aiutare da un altro pezzo di storia del paese, Mauro Angiolini, titolare di un luogo che ha distribuito salcicce e bistecche a Ponte a Egola per quasi 50 anni. «Lui ci fa da allenatore – scherzano, dietro il bancone – dopo la pensione non riusciva a smettere. Ora c’insegna». È così che nasce la nuova bottega. Qualcosa che apre i battenti ed un sorriso in un periodo in cui tanti chiudono. Mentre altri, ancora, stanno in attesa: la Taverna dell’Ozio, storico luogo di tartufi, piatti speciali e buonissime forchette, è pronto a riaprire: «Ora speriamo che la primavera ci dia respiro». E loro Simone e Inalvis, hanno approfittato di questo periodo per ripensare tutto. Il risultato è una “nicchia” di sapori assai particolari, una macelleria dove trovare carni e tagli di qualità, ma anche prodotti tipici non proprio usuali (ed anche una notevole scelta di rum, rigorosamente cubani come Inalvis). «Una scommessa sul paese e sul futuro – dicono – Corazzano se lo merita». —

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