Il Tirreno

Pontedera

l’ultima passeggiata 

Sette chilometri, poi la fine

F.T.

Roberto ha camminato per circa un’ora e mezzo prima di incontrare la morte «Gli serviva un paio  di scarpe nuove ogni due mesi»

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FUCECCHIO

Tra i due fratelli, Roberto era il più pacato. Qualche conoscenza, poche amicizie e una sola grande passione, con la quale veniva identificato da tutti: camminare. Erano le passeggiate a scandire le sue giornate, in un paese dove non aveva coltivato particolari legami, in linea con l’atteggiamento riservato di tutta la famiglia. «Mai visto al bar o a una festa», giurano in tanti. Ma in qualche modo si era comunque fatto conoscere, facendosi vedere a passeggio quotidianamente, sempre da solo. E infatti il ritornello nei capannelli fucecchiesi è più o meno sempre lo stesso: «Hai visto hanno ammazzato quello che camminava sempre?».

Cinquantatré anni compiuti lo scorso gennaio, Roberto Checcucci «consumava un paio di scarpe ogni due mesi proprio perché andava fisso a camminare» racconta il fratello Gilberto. Girava tutta la zona, ma aveva un percorso preferito, che faceva quasi quotidianamente, al di là delle stagioni o delle condizioni meteo: la passeggiata sull’argine dell’Arno.

Proprio come quella che ha fatto domenica scorsa, quando ha trovato la morte. Roberto è uscito di casa (che si trova a pochi metri dalla sede della polizia municipale) intorno alle 8. Ha percorso l’ultimo tratto di via Battisti, quindi è arrivato in via Fratelli Cairoli e da lì in via Dante Alighieri. Poi ha svoltato a sinistra, in via Saettino, la strada che porta sull’argine dell’Arno.

Da qui è iniziato, come centinaia di volte aveva fatto nel corso dei dieci anni vissuti a Fucecchio, il suo cammino lungo il fiume, attraversando il territorio di Santa Croce sull’Arno, fino ad entrare nel comune di Castelfranco di Sotto, parallelamente a via dei Tavi, strada che segna il perimetro della zona industriale. A un certo punto dal tracciato principale parte una diramazione che raggiunge proprio l’Arno: prima si trovano due gruppetti di case sulla sinistra, poi si arriva al casolare dove vive la famiglia che ha trovato il cadavere.

Si passa in mezzo a due immobili (a sinistra l’abitazione e di fronte un grande annesso agricolo, a destra un altro casolare) e si arriva a un bivio: andando dritti si sale sull’argine (Roberto proveniva da sinistra), mentre a destra si prosegue verso il centro); oppure si percorre il sentiero che corre tra l’argine e un campo. Ed è qui che è stato ritrovato il cadavere, a circa sette chilometri da via Battisti a Fucecchio. Il tempo medio stimato per coprire il tragitto (passeggiando, senza correre) è di un’ora e mezzo. Se davvero la vittima è uscita di casa intorno alle 8, l’omicidio è avvenuto tra le 9.30 e le 10, orario in cui è stato scoperto il corpo senza vita di Roberto. —



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