Il Tirreno

Pontedera

economia e turismo 

Hotel Miravalle pronto a riaprire anche se mancano gli stranieri

Giacomo Pelfer

A giorni è atteso il via ai lavori di ristrutturazione. Ristorante più grande in vista  della Mostra mercato  del tartufo di novembre

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SAN MINIATO

I numeri del turismo a San Miniato sono ancora lontani da quelli precedenti alla pandemia, con la quasi scomparsa degli stranieri e il calo della clientela business. Eppure dal mese di novembre la città della Rocca tornerà ad avere lo storico Hotel Miravalle, pronto a riaprire le sue porte (dopo uno stop di otto mesi) in una veste nuova e più funzionale, grazie alla ristrutturazione pronta a partire per risolvere vecchi problemi strutturali e per ridisegnare e potenziare gli spazi del ristorante. È la linea decisa dalla San Martino Srl, la società guidata dalla famiglia Nannetti che gestisce i due alberghi della città: l’Hotel San Miniato e l’Hotel Miravalle, quest’ultimo di proprietà comunale, affidato dal 2019 alla San Martino con una convenzione ventennale che prevede, da parte del privato, l’esecuzione di alcuni lavori.

Interventi programmati, dunque, ma che hanno dovuto fare i conti con la pandemia. «Da marzo abbiamo avuto la cancellazione delle prenotazioni estere in entrambi gli alberghi – racconta Daniele Nannetti – tanto che il 13 maggio, quando abbiamo potuto riaprire, abbiamo deciso di farlo solo con l’Hotel San Miniato, che finora è stato più che sufficiente. A parte l’ultimo mese e mezzo, anche con il Miravalle chiuso eravamo spesso mezzi vuoti». Da qui la decisione di “sfruttare” la chiusura per acquisire le autorizzazioni per i lavori, con l’obiettivo di riaprire il Miravalle prima della Mostra mercato del tartufo.

«I lavori partiranno in questi giorni – annuncia Nannetti – mentre l’albergo riaprirà il primo novembre per essere operativi per la Mostra mercato. In quel periodo i lavori non saranno ancora conclusi, ma ci saranno già novità». Innanzitutto si interverrà sulla copertura per eliminare le infiltrazioni, poi toccherà all’impianto idraulico e all’ala del ristorante. Una volta pronto, il nuovo ristorante del Miravalle sarà gestito ancora dal Pepenero e dallo chef Gilberto Rossi. «Proprio per gli effetti della pandemia – spiega Nannetti – la ristrutturazione del ristorante è diventata prioritaria, perché la ristorazione ti permette ancora di investire senza l’ansia degli zero arrivi e del crollo totale del fatturato, in un momento in cui il turismo organizzato è praticamente fermo».

Il piano per l’incremento della capacità ricettiva dell’albergo (7 camere in più da ricavare nei locali a fianco all’ingresso) è stato rinviato alla primavera 2021. Anche in questo momento il solo Hotel San Miniato non sempre riesce a riempire tutte le camere. «Da settembre, di solito, era la clientela business a coprire più dell’80% delle presenze – racconta l’albergatore – mentre quest’anno, per lo smart working e per la crisi, stiamo registrando una flessione importante».

Ora la speranza è che possa essere il tartufo a dare respiro al turismo sanminiatese, anche se il clima sembra ancora timido: «Basti pensare che gli stranieri rappresentavano il 50% dei turisti a San Miniato appositamente per il tartufo – fa notare Nannetti – Per ora sono gli italiani a chiamare, ma solo per sapere se a novembre sarai aperto. Poi, se va bene, prenoteranno 15 o 20 giorni prima di venire». —

Giacomo Pelfer

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