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Alla Pistoiese basta un gol. E la Curva Nord esplode
Gli arancioni soffrono ma vincono contro un Lentigione mai domo
PISTOIA. Vittoria di corto muso della Pistoiese contro un Lentigione mai domo. In apertura è subito necessaria una super parata di Burigana su conclusione velenosa di Barzotti, ma è solo una fiammata. La Curva Nord, riaperta ieri dopo anni di attesa, esplode prima del quarto d’ora di gioco, all’11’, con Davì. Si pensa ad una goleada invece quella rete resterà l’unica della partita. Come già accaduto altre volte, la Pistoiese aggredisce bene gli spazi e ha un approccio imperioso alla gara. Gli orange collezionato ben quattro calci d’angolo consecutivi (a fine gara mister Beretta del Lentigione sosterrà che sul terzo di essi si doveva assegnare la rimessa dal fondo). Sul quarto tiro dalla bandierina capitan Caponi calcia da destra sul primo palo con sfera a rientrare. La palla termina la sua corsa alle spalle di Burigana che devia il pallone alle proprie spalle. Sulla traiettoria si era nel frattempo inserito Davì, sfiorando il cuoio senza modificarne la traiettoria.
Rete dalla dinamica confusa, ma preziosa, che sblocca i ragazzi di Consonni dalle pressioni, oggi notevoli per più fattori. I minuti successivi mettono in risalto il gioco del Lentigione. La Pistoiese si difende anche con le unghie e infatti l’arbitro raffredda gli spiriti ammonendo Vassallo. Al 31’ c’è una plastica uscita in presa alta di Valentini, su un traversone. Al 45’, su una conclusione del Lentigione, si immola Caponi.
Nella ripresa stesso spartito, con una partenza sprint della Pistoiese forse strigliata da Consonni nell’intervallo. Al 10’ ci prova Andreoli: la sua conclusione è forte ma non precisa. Il Lentigione continua con il suo palleggio elegante ma non trova mai un guizzo in grado di impensierire Valentini. Ogni tanto gli arancioni provano con i lanci lunghi a innescare Di Biase e intanto il tempo scorre. Al 43’ il Lentigione reclama per un fallo di mano in area, sull’ennesimo cross. L’arbitro concede un extra time di 6 minuti. La Pistoiese controlla con grande abnegazione e lotta più di spada che fioretto. Tutto il pubblico si alza in piedi a sostenerla. Sono attimi palpitanti in attesa dell’urlo liberatorio. C’è un angolo per il Lentigione all’ultimo secondo, ma l’arbitro non lo fa battere.
Il primo ad esultare è Consonni. «Purtroppo – dichiara il mister arancione – non siamo stati bravi a far salire la squadra. Abbiamo perso duelli individuali per motivi sia fisici che tecnici. In questi casi arriva l’ansia. Comunque abbiamo difeso bene pur soffrendo il loro palleggio. Siamo bravi a difendere, ma non abbiamo le caratteristiche per dominare le gare. Quando sei davanti il peso di vincere è maggiore, pure le prestazioni di sofferenza hanno il loro valore».
Poi una battuta su Di Biase: «Gianmarco ha saltato qualche allenamento, ma non ha demeritato».
Il tecnico del Lentigione, Beretta contesta, come detto il terzo dei quattro corner consecutivi che hanno portato al gal partita: «L’ultimo a toccare è stato un giocatore della Pistoiese e sul tiro dalla bandierina c’era fallo sul portiere».
Poi però consacra la squadra di Consonni, mentre Rosati, che lo ascolta, gongola, dicendo: «La Pistoiese ha la forza tipica di una squadra che vince il campionato, la Giana si fa preferire per le trame di gioco, ma per solidità e capacità di difendere la Pistoiese è di altissimo livello».
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