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Pistoiese, la mano di Consonni nel cambio di marcia della squadra

di Stefano Baccelli
Pistoiese, la mano di Consonni nel cambio di marcia della squadra

Serie D, gli arancioni sono a -uno dalla capolista Giana

21 febbraio 2023
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PISTOIA. Domenica la Pistoiese ha dato una spallata alla sua stagione, non solo per la rimonta quasi completata sulla Giana (un punto di ritardo a dieci giornate dalla fine), ma perché si è capito chiaramente che gli arancioni, esclusa la squadra di Gorgonzola, non hanno rivali competitivi.

Il Carpi, pur sempre quarto in classifica è stato annichilito. Ma che cosa c’è dietro questa prova? Sicuramente una formazione che fa del gruppo la sua forza. È vero che ci sono dei giocatori che fanno la differenza, come i due attaccanti capaci di spaccare le partite e segnare con regolarità (Barzotti e Di Biase) e che a centrocampo detti legge capitan Caponi, ma tutto questo non è sufficiente a spiegare il fenomeno Pistoiese.

Questa squadra è guidata da un allenatore esploso tardi perché prima non ne ha avuto l’opportunità. Il tecnico della Pistoiese solo a 46 anni suonati può per la prima avere il tempo di allenare una squadra. In precedenza solo una brevissima parentesi nel Grosseto e tanto settore giovanile. Consonni ha preso in mano la Pistoiese dopo qualche incertezza della dirigenza il 30 ottobre scorso. La squadra era in situazione di emergenza e lui è stato bravo e fortunato.

Si giocava a Salsomaggiore, contro l’ultima in classifica, ma non erano disponibili alcuni giocatori che la dirigenza aveva acquistato tra scoscianti applausi. In difesa erano indisponibili Urbinati e Benassi, oltre il giovane Biagioni. Giocoforza fu schierato Viscomi, che poi ha fatto la differenza, in avanti erano out: Barbuti, Ortolini e Citro, mentre Barzotti era reduce da un infortunio. Consonni fu quindi “costretto” a inserire Di Biase da primo minuto. Le pressioni sulla squadra erano nel frattempo diminuite rispetto a quando c'era Cascione e il mister non aveva niente da perdere, visto che la Giana era distante 11 punti.

A sbloccare la partita ci pensò Di Biase, che in quella circostanza iniziò a costruire la favola che tutti sappiamo. Lo stellone del mister si riaffacciò la domenica successiva, quando gli arancioni pareggiarono in casa grazie ad un rigore concesso al quarto minuto di recupero per una fallo su Caponi che il tecnico neroverde Baiano contestò in modo veemente. In quella circostanza Benassi reduce da una squalifica si era fatto espellere e fu di nuovo appiedato dal giudice sportivo. Quella che pareva una situazione sfortunata divenne un altro jolly per l’allenatore, che rimasto senza difensori in rosa, fu costretto a inventarsi il centrocampista Davì (fino a quel momento macchinoso in mezzo al campo) al centro della difesa, accanto Viscomi, confermato anche grazie alla indisponibilità di Urbinati. Da quel giorno la coppia Davì-Viscomi è diventata la più forte della categoria.

Intanto Barzotti aveva recuperato la forma migliore e il sedicenne Di Biase era diventato un goleador di prim’ordine. Tutto questo per ricordare il lato fortunato di Consonni, ma non solo di fortuna si può vivere. Il mister nel frattempo ha forgiato il gruppo, dandogli una identità. E lì si è vista la mano del tecnico: chiunque giochi fa meraviglie. Vassallo preso come centrocampista si schiera da terzino destro al posto di Pertica e cresce di gara in gara. Addirittura inserisce il quasi debuttante 2004 Ennasry dal primo minuto contro il Prato e il ragazzo risulta decisivo. Tra le “fortune” di Consonni va annoverato il suo staff: Falasca, Tosti, Nardi e Carfora. Una squadra fortissimi.

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