Derby Pistoiese-Aglianese, Grani: «Due piazze cruciali della mia vita»
Il fisioterapista legato ad Allegri, doppio ex arancione e neroverde
PISTOIA. Quello di domenica tra Pistoiese e Aglianese è un derby particolare per tanti, ancor più speciale per Stefano Grani. Il fisioterapista residente a Casalguidi, attualmente nello staff della Juventus, ha mosso i primi passi della carriera tra l’arancione e il neroverde, fino all’incontro fatidico con Massimiliano Allegri, pure lui passato da entrambe le realtà. Da anni Stefano e "Acciuga" sono inscindibili, come forte è il loro legame con il nostro territorio. Ad Agliana Grani ha vissuto un’escalation incredibile, iniziata in seconda categoria e terminata in Interregionale, prima di approdare alla Pistoiese per vincere il campionato di serie C e vivere gli anni della B con il presidente Luciano Bozzi e incontrando Allegri nella stagione 2000/01. Il tecnico livornese lo volle con sé anche quando passò alla Aglianese in C2, disputando l’ultima stagione da giocatore e la prima da allenatore. Da lì è iniziata per entrambi una nuova vita professionale di grandissimi successi. «Mi emoziona parlare di Pistoiese e Aglianese - il fisioterapista nostrano - ad Agliana ho vissuto una bellissima esperienza. Sei anni meravigliosi in un ambiente familiare, a partire dai coniugi Mannelli, il presidente Stefano Alteri, la famiglia Doni e altre famiglie del paese. Persone che davano tutto in termini di disponibilità e accoglienza. Fu un periodo caratterizzato da cinque promozioni consecutive. Lì ho conosciuto ex calciatori come: Roberto Chiti, Andrea Mangoni (attuale diggì della Worange di calcio femminile, ndr) , Elia Roselli, Gerry Cavallo, Alessio De Petrillo, Alessandro Muoio, Luca Villa, i fratelli Guido e Amedeo Carboni e Giacomo Chini, che è il secondo di Lerda a Crotone in serie B. In questo contesto ho iniziato a sentire profumo di calcio vero. Il pistoiese Paolo Masi, un amico, che allenava ad Agliana il settore giovanile, che fu chiamato alla Pistoiese e mi portò con lui».«A Pistoia ho conosciuto un’altra famiglia ma molto più grande della precedente - continua l’attuale bianconero -. Debbo enorme riconoscenza al presidente Luciano Bozzi e al compianto Osvaldo Nencini, che con me è stato encomiabile, sostenendomi i tutti i momenti di difficoltà. Anche a Pistoia sono rimasto cinque o sei anni ricevendo grandissime emozioni e soddisfazioni personali. Era una società professionistica con ambizioni importanti. Dalla C siamo approdati alla B facendo tre stagioni in cadetteria. C’era un livello qualitativo di calciatori e di organizzazione di grande spessore. Eravamo in serie B come protagonisti. Ho conosciuto giocatori famosi a livello nazionale, basti pensare a Ciccio Baiano (attuale tecnico dell’Aglianese), Paolo Tramezzani e Angelo Carbone. Gli ultimi anni alla Pistoiese sono stati per me fondamentali, avendo conosciuto in quel periodo Massimiliano Allegri, con il quale è nato un rapporto di amicizia e fiducia in un percorso che oggi ci vede ancora insieme alla Juventus». Domenica c’è Pistoiese - Aglianese. Quali sono le sensazioni? «È una bella sfida, avrei avuto piacere che questa succedesse in una categoria diversa. Magari nei professionisti. Però il calcio talvolta è cinico. Vorrei che le due società lavorassero per raggiungere il livello che loro spetta per il blasone e la storia. Spero che ci sia una spettacolo divertente, interessante, appassionante. Reputo entrambe le società fondamentali nella mia vita e carriera. Un abbraccio a tutti e vinca il migliore».© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
