CALCIO
Ma i tifosi non hanno mai tradito
Alessandro Benigni
Ormai sembra storicamente certificato che il tifoso arancione abbia nel suo dna una straordinaria capacità di soffrire, ma mai come nel 2009 questa caratteristica genetica è stata messa a così dura prova.
2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Ormai sembra storicamente certificato che il tifoso arancione abbia nel suo dna una straordinaria capacità di soffrire, ma mai come nel 2009 questa caratteristica genetica è stata messa a così dura prova.
A gennaio la classifica è un pianto e fra i pochi frequentatori del Melani la fiducia è ai minimi storici. Allo stadio si registrano 150 paganti, gli abbonati non vanno neanche più. Roba da dilettanti, pensano in molti, non sapendo che i dilettanti presto sarebbero diventati ben noti ai colori arancioni.
La fiducia non viene risollevata dalla cessione di Cipolla alla diretta concorrente per la salvezza Foligno, né tanto meno dalla gara in notturna con la Paganese, secondo molti la più brutta mai disputata dagli orange da dieci anni a questa parte. Arrivano Torricelli, Dal Rio e Artistico, ma tra i tifosi la sensazione è che nessuno possa salvare una squadra al collasso. Esplode la contestazione contro la presidenza Braccialini, che sfocia con una manifestazione tra le vie della città per chiedere la cessione della società, e culmina davanti alla tribuna con uno striscione tanto semplice quanto eloquente (anche riferito all'attività edile dei Braccialini): "Siamo senza fondamenta".
Il campionato va avanti e Torricelli rigenera la squadra: in due gare, Pistoiese-Potenza e Pistoiese-Juve Stabia arrivano 6 punti che fanno tornare un mezzo sorriso agli "aficionados", ma la strada per la salvezza è ancora lunga. Serve una vittoria a Terni, impresa compiuta in modo rocambolesco dalla squadra, con un 2-3 raggiunto anche grazie al sostegno della tifoseria, organizzata e non, che non manca una trasferta nonostante i risultati pessimi e il clima infuocato dello stadio umbro. Incredibile ma vero all'ultima giornata c'è la concreta possibilità di disputare i play-out, che vengono raggiunti con la vittoria sul Foligno, che sarà proprio la sfidante degli arancioni negli spareggi salvezza. Dopo la gara d'andata del "Melani", che lascia tutte le porte aperte, il decisivo ritorno.
La tifoseria invade la cittadina umbra. La gente crede nel miracolo, alimentato dall'anima combattiva che Torricelli ha impresso alla squadra. Alla fine sono cinquecento i tifosi arancioni a varcare i cancelli del "Blasone" che sostengono la squadra ma non dimenticano di manifestare il dissenso verso la presidenza Braccialini. Anche qui uno striscione dice tutto: "Il presidente dice: la Pistoiese ha bisogno dei suoi tifosi; gli ultras rispondono: la Pistoiese ha bisogno di un presidente".
A gennaio la classifica è un pianto e fra i pochi frequentatori del Melani la fiducia è ai minimi storici. Allo stadio si registrano 150 paganti, gli abbonati non vanno neanche più. Roba da dilettanti, pensano in molti, non sapendo che i dilettanti presto sarebbero diventati ben noti ai colori arancioni.
La fiducia non viene risollevata dalla cessione di Cipolla alla diretta concorrente per la salvezza Foligno, né tanto meno dalla gara in notturna con la Paganese, secondo molti la più brutta mai disputata dagli orange da dieci anni a questa parte. Arrivano Torricelli, Dal Rio e Artistico, ma tra i tifosi la sensazione è che nessuno possa salvare una squadra al collasso. Esplode la contestazione contro la presidenza Braccialini, che sfocia con una manifestazione tra le vie della città per chiedere la cessione della società, e culmina davanti alla tribuna con uno striscione tanto semplice quanto eloquente (anche riferito all'attività edile dei Braccialini): "Siamo senza fondamenta".
Il campionato va avanti e Torricelli rigenera la squadra: in due gare, Pistoiese-Potenza e Pistoiese-Juve Stabia arrivano 6 punti che fanno tornare un mezzo sorriso agli "aficionados", ma la strada per la salvezza è ancora lunga. Serve una vittoria a Terni, impresa compiuta in modo rocambolesco dalla squadra, con un 2-3 raggiunto anche grazie al sostegno della tifoseria, organizzata e non, che non manca una trasferta nonostante i risultati pessimi e il clima infuocato dello stadio umbro. Incredibile ma vero all'ultima giornata c'è la concreta possibilità di disputare i play-out, che vengono raggiunti con la vittoria sul Foligno, che sarà proprio la sfidante degli arancioni negli spareggi salvezza. Dopo la gara d'andata del "Melani", che lascia tutte le porte aperte, il decisivo ritorno.
La tifoseria invade la cittadina umbra. La gente crede nel miracolo, alimentato dall'anima combattiva che Torricelli ha impresso alla squadra. Alla fine sono cinquecento i tifosi arancioni a varcare i cancelli del "Blasone" che sostengono la squadra ma non dimenticano di manifestare il dissenso verso la presidenza Braccialini. Anche qui uno striscione dice tutto: "Il presidente dice: la Pistoiese ha bisogno dei suoi tifosi; gli ultras rispondono: la Pistoiese ha bisogno di un presidente".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google