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Pistoia, gli stipendi dei primari: ecco l'elenco dei compensi – Quanto incide la libera professione

di Paolo Nencioni

	L'ospedale San Jacopo di Pistoia
L'ospedale San Jacopo di Pistoia

In testa alla classifica c’è Antonio Sarno, primario di Otorinolaringoiatria all’ospedale San Jacopo (ma anche al Santo Stefano di Prato). L’elenco completo in fondo all’articolo

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PISTOIA. C’è primario e primario, e di conseguenza c’è stipendio e stipendio. C’è chi non arriva ai centomila euro alla fine dell’anno e chi sfora i trecentomila. Dipende soprattutto dagli interventi che i medici fanno in regime di libera professione “intramoenia”, cioè all’interno degli ospedali e con gli strumenti messi a disposizione dall’Azienda sanitaria.

Certo, arrivano tutti alla fine del mese senza particolari preoccupazioni, com’è naturale che sia, ma la fotografia dei compensi aggiornata come ogni anno dall’Asl Toscana Centro mostra un panorama molto variegato di quelli che la nuova vulgata del gergo sanitario non chiama più primari, come la gente al bar, ma “direttori di struttura operativa complessa”.

Chi guadagna di più

In cima alla classifica dei compensi negli ospedali in provincia di Pistoia (il San Jacopo nel capoluogo, il Santi Cosma e Damiano di Pescia, e l’ospedale Lorenzo Pacini di San Marcello Pistoiese) spicca un nome ormai molto conosciuto, non solo dagli addetti ai lavori, quello di Antonio Sarno, primario di Otorinolaringoiatria all’ospedale San Jacopo (ma anche al Santo Stefano di Prato), che nel 2025 ha percepito un totale di 303.928 euro, senza contare un paio di migliaia di euro di retribuzione di risultato. Questo in virtù di una retribuzione fissa di 110mila euro, simile a quella degli altri primari, ma soprattutto per i 193mila euro di libera professione intramoenia.

Quello di Sarno non è un caso isolato, e nemmeno quello più eclatante. Il professor Francesco Barca, per dire, un mago dell’oculistica che opera all’ospedale Palagi di Firenze e ha inventato una specie di micro telescopio in grado di rendere la vista a chi è affetto da gravi maculopatie, si porta a casa 307mila euro solo di libera professione (418mila in totale). E Alberto Mattei, primario di Ostetricia e Ginecologia all’ospedale fiorentino di Ponte a Niccheri, che l’anno scorso ha rimosso una cisti ovarica di 42 chili a una giovane paziente, con la libera professione aggiunge 262mila euro ai 110mila di compenso fisso.

Non sono molti, in ogni caso, i dirigenti medici tra quelli censiti dall’elenco dei compensi dell’Asl Toscana Centro, a raggiungere queste vette. La maggior parte porta a casa il compenso fisso, la retribuzione di risultato e magari qualche decina di migliaia di euro come libera professione intramoenia, alla quale alcuni rinunciano proprio.

La classifica

Quelli che più si avvicinano ad Antonio Sarno sono il dottor Pasquale Mario Florio, primario di Ostetricia e ginecologia, con 214mila euro; Gino Volpi, primario di Neurologia al San Jacopo, con 195mila euro; Jose Luis Sanchez, primario di Chirurgia senologica, con 179mila euro; Pierfrancesco Frosini, primario di Chirurgia vascolare, con 164mila euro; e Giuliano Michelagnoli, primario di Anestesia e rianimazione, con 142mila euro. Di tutto rispetto anche i compensi percepiti dai primari dell’ospedale Santi Cosma e Damiano di Pescia. Come la dottoressa Grazia Panigada, primario di Medicina, con 154mila euro; Paolo Montalto, primario di Gastroenterologia, con 153mila euro; e Francesco Feroci, primari di Chirurgia, anche lui con 153mila euro.

Va tenuto presente che stiamo parlando di importi lordi. Lo stipendio di un primario del Servizio sanitario nazionale varia da 106.000 a 125.000 euro lordi all'anno, per un compenso netto che si aggira indicativamente tra i 5.500 e i 7.500 euro al mese, a seconda delle trattenute e delle detrazioni. L’indennità di esclusività, quella che spetta a chi sceglie di non esercitare la libera professione al di fuori dell'ospedale, supera i 13.000 euro lordi annui. La retribuzione di posizione e di risultato oscilla tra i 15.000 e i 23.000 euro lordi.

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