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Pistoia

La storia

Dal Sud Africa all’Appennino pistoiese, la storia della coppia di averle: un volo di 12mila chilometri per tornare sullo stesso posatoio

di Carlo Bardini

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La coppia

All’Oasi Dynamo, riserva naturale affiliata al Wwf nel cuore dell’Appennino pistoiese, le prime immagini raccolte dalle foto-trappole hanno documentato un evento tanto raro quanto significativo

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LIMESTRE. Dal Sud Africa all’Appennino, 12 mila chilometri per ritrovarsi. All’Oasi Dynamo ritorna, dopo aver attraversato il Sahara, sorvolato il Mediterraneo e percorso migliaia di chilometri tra Africa ed Europa, ed esattamente dove era stata osservata un anno fa una coppia di averle piccole. Stesso territorio, stesso posatoio (il numero 5) e, soprattutto, stessa coppia. All’Oasi Dynamo, la riserva naturale affiliata al Wwf nel cuore dell’Appennino pistoiese, le prime immagini raccolte dalle fototrappole hanno documentato un evento tanto raro quanto significativo: il ritorno della stessa coppia di averla piccola (lanius collurio) già monitorata durante la precedente stagione riproduttiva. Un’evidenza che conferma non solo l’incredibile capacità migratoria di questi piccoli passeriformi, ma anche la loro sorprendente fedeltà ai siti di nidificazione e, talvolta, ai singoli posatoi di caccia.

I protagonisti di questa storia sono due individui inanellati nell’area di studio “I Prati del Nappo”, all’interno della riserva. La femmina, identificata dalla sigla “Ca”, è stata inanellata nel 2024 e questo sarà almeno il suo terzo anno consecutivo di riproduzione nell’area. Il maschio, “Ac”, inanellato nel 2022, è uno degli uccelli più longevi registrati in Oasi. Pensare che questi uccelli, dal peso medio di appena 28 grammi, abbiano affrontato un viaggio di circa 12 mila chilometri in otto mesi per poi ritrovarsi nello stesso identico punto restituisce tutta la complessità e tutto il fascino delle migrazioni. L’averla piccola è una specie migratrice transahariana di interesse comunitario, inserita nell’Allegato I della Direttiva uccelli dell’Unione Europea e considerata un indicatore della qualità ecologica degli ambienti agricoli tradizionali.

Negli ultimi decenni la specie ha subito un forte declino in molte aree europee, a causa della trasformazione del paesaggio rurale, dell’agricoltura intensiva, dell’uso di fitofarmaci e della progressiva perdita di habitat favorevoli alla biodiversità. Il progetto di monitoraggio dell’avifauna selvatica è portato avanti da Oasi Dynamo, sotto la guida di Giulia Santalmasi, responsabile progetti di ricerca, attività educative e di conservazione, e Matteo Bianchi, tecnico faunistico, in collaborazione con l’associazione di volontariato “Progetto Migratoria” e con il supporto scientifico del Cnr di Firenze.

Le attività comprendono monitoraggi acustici, catture e inanellamento autorizzati dalla Regione su parere Ispra, oltre all’elaborazione dei dati e alla gestione delle fototrappole. Gli inanellatori autorizzati sono Sauro Giannerini, Lorenzo Nannelli e Matteo Campostrini, volontari di Progetto Migratoria. I risultati della ricerca sono stati presentati nel 2023 al “V International Shrike Symposium”, il simposio internazionale dedicato alle averle svoltosi in Portogallo, e anche in alcuni convegni italiani di ornitologia. 
 

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