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Pistoia, giunta Capecchi rinviata: nuovo strappo col Pd per il gran rifiuto di Bottacci e Nesi

di Giancarlo Fioretti
Pistoia, giunta Capecchi rinviata: nuovo strappo col Pd per il  gran rifiuto di Bottacci e Nesi

La presentazione della squadra slitta a data da destinarsi dopo il no delle due esponenti riformiste. Il neosindaco dà al partito altre 24 ore: in caso di rottura pronte Cotti e Innocenti, mentre alla Cultura si profila Marica Setaro

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PISTOIA  Rinviata a data da destinarsi la presentazione della nuova giunta comunale di Pistoia. Il motivo? Il gran rifiuto della segretaria dell’Unione comunale del Pd, Irene Bottacci, e della consigliera comunale più votata, Stefania Nesi, a cui il neosindaco Giovanni Capecchi aveva offerto l’incarico di vicesindaca, di entrare nella squadra di governo.

Se le due esponenti dell’ala riformista del partito non dovessero recedere dalla loro posizione, al loro posto entrerebbero la presidente delle Donne democratiche Antonella Cotti, eletta in consiglio comunale, e l’ex assessora provinciale Chiara Innocenti, prima dei non eletti nella lista civica Capecchi Sindaco.

Intanto sembrano essersi dissolte le nubi di mistero che aleggiavano sul nome del prossimo assessore alla Cultura. A occuparsi di questo assessorato strategico, soprattutto nell’anno di Pistoia capitale del libro, sarà la professoressa Marica Setaro, esperta in storia della psichiatria.

A quanto pare, Capecchi ha dato al Pd pistoiese ancora 24 ore di tempo per decidere. Oggi, intanto, sono previsti contatti fra il Pd pistoiese e i livelli regionali e nazionali del partito, che auspicano invece un ingresso in giunta di tutto il Pd, con le sue varie componenti.

Allo stato, secondo le ultime indiscrezioni, ad affiancare Capecchi nell’incarico di sindaco ci sarebbero, come assessori, Riccardo Trallori e Matteo Giusti del Pd, Sandro Giannessi della lista Capecchi Sindaco, Mattia Nesti di Avs, Olimpia Banci per i Civici e riformisti, Marica Setaro come indipendente e, infine, Stefania Nesi e Irene Bottacci se la fronda riformista del Pd dovesse rientrare, oppure Antonella Cotti (Pd) e Chiara Innocenti se invece la rottura si dovesse confermare.

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