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Lite a Vicofaro, giovane ferito con un coltello. Don Biancalani a chi critica la struttura: «Anche questo fa parte della Via Crucis»

di Massimo Donati
Lite a Vicofaro, giovane ferito con un coltello. Don Biancalani a chi critica la struttura: «Anche questo fa parte della Via Crucis»

Pistoia, nessuno dei protagonisti vive nella parrocchia. Il sacerdote: «Qui ci sono le persone più fragili che nessuno vuole. Senza risorse, tali episodi saranno inevitabili»

31 marzo 2024
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PISTOIA. Da una parte qualche bicchiere di troppo, dall’altra una fragilità psicologica che già in passato aveva portato a simili episodi. Fatto sta che al termine della violenta lite, nel corso della quale pare siano spuntati anche un bastone e un coltello, i due protagonisti sono finiti all’ospedale: uno, un 23enne del Gambia, ufficialmente residente a Pistoia, in un centro di accoglienza gestito da una cooperativa in via Modenese, è stato trasportato al pronto soccorso in codice giallo con una ferita da punta a un braccio, causata da un coltello o da un altro oggetto appuntito (dieci giorni di prognosi); l’altro, un 21enne della Guinea Bissau, residente in un centro di accoglienza di Firenze, è stato medicato per delle escoriazioni alla testa.

La lite è divampata poco dopo le 20,30 nella canonica della parrocchia di Vicofaro, tra l’altro poco prima che in chiesa avessero inizio la Via Crucis e la preghiera del Venerdì santo, ma nessuno dei due giovani è un ospite di don Massimo Biancalani. Fatto sta che dopo che i due sono stati separati, non senza difficoltà, sul posto sono accorse due ambulanze e l’automedica, e anche due pattuglie dei carabinieri, che hanno raccolto le testimonianze per capire cosa era accaduto: i militari non hanno rinvenuto né coltelli né bastoni.

Inevitabile, alla vista dei lampeggianti, le polemiche da parte di quei residenti della zona contrari all’iniziativa di accoglienza di don Biancalani.

«Si è trattato purtroppo di una lite fra due ragazzi, per futili motivi, innescata da qualche bicchiere di troppo. Tra l’altro non si tratta di due ragazzi ospitati qui a Vicofaro ma che evidentemente non sono seguiti e controllati a dovere dalle strutture che, proprio per fare ciò, ricevono invece un sacco di soldi – spiega don Massimo Biancalani – Ma a parte l’episodio in sé, il problema è che noi qui siamo a rischio sempre. Perché accogliamo anche tutti gli “scarti” degli altri, tanti bravi ragazzi ma anche ragazzi con problemi psichiatrici, di tossicodipendenza, di alcolismo, di depressione che le strutture pubbliche non vogliono. Una convivenza difficile quindi, anche per il sovraffollamento».

«A maggior ragione servirebbero risorse, per una gestione più attenta, per avere non solo volontari ma degli operatori. Hanno stanziato 30mila euro per la “mappatura” degli ospiti: una decina di ragazzi sono stati sistemati ma gli altri, i più fragili, sono rimasti. Soldi buttati via. Se ce li avessero messi a disposizione avremmo potuto assumere un operatore. Se non fosse per i benefattori che ci aiutano saremmo costretti a chiudere. La colluttazione di ieri sera preoccupa, ma il quadro generale ancora di più. Una situazione che sicuramente si ripresenterà, è evidente. Dobbiamo trovare una soluzione perché sarà sempre più difficile: i bravi ragazzi si sistemano da soli, trovano un lavoro, una casa; i più fragili rimangono perché nessuno li vuole prendere in carico, né i servizi sociali né la psichiatria».

Come detto, tante le polemiche sui social da parte di chi vorrebbe allontanare da Vicofaro i migranti e lo stesso don Biancalani, accusato di aver compromesso anche la cerimonia del Venerdì santo.

«Anche questo fa parte della Via Crucis – ribatte il sacerdote – Non siamo un centro sociale, ma una parrocchia che cerca di mettere in pratica il Vangelo: inutile dire tante preghiere se non si aprono le porte. Anche la Pasqua, così, rischia di essere vuota e ipocrita».

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