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Omicidio Cini, il ritratto del cognato accusato di averlo ucciso: «Silenzioso, sempre in giro per lavoro»
Come lo descrivono i vicini: un grande lavoratore
AGLIANA. Un uomo riservato, dedito alla famiglia e al suo lavoro di installatore di infissi. Così viene descritto dai vicini di casa Daniele Maiorino, titolare di una piccola ditta artigiana che si occupa di porte, finestre, persiane e pareti in cartongesso.
La sede della sua azienda è presso la sua abitazione di via Ponte dei Baldi 56, nella stessa villetta trifamiliare dove, al primo piano, abitava anche suo cognato Alessio Cini con sua figlia. L’uomo che avrebbe ucciso per ottenerne l’eredità.
Da tutti quanti descritto come un gran lavoratore, Daniele Maiorino era solito uscire di casa intorno alle 7 del mattino, per recarsi nei vari cantieri edili dove doveva montare i suoi infissi.
Generalmente, si dirigeva a Pistoia, visto che là si trovano gran parte dei suoi clienti. Silenzioso, viene descritto come molto diverso da suo cognato Alessio. Come afferma una vicina: «Alessio era gioviale. Di suo cognato, invece, non posso dire altrettanto. In 30 anni che lo conoscevo lo avrò sentito parlare due o tre volte».
Finito il lavoro, Daniele Maiorino rientrava a casa dove, da qualche tempo, lo attendeva Black, un cagnolino nero di taglia piccola a cui si era molto affezionato. In passato Black era solito oltrepassare il ponte vicino all'abitazione di famiglia, per addentrarsi a curiosare nelle corti delle abitazioni che si affacciano in via Berlicche, la lunga strada che conduce verso Agliana.
Qua abita Beatrice Becheroni che ben ricorda la vivacità di Black e l'apprensione del suo padrone quando non riusciva a trovarlo: « Più di una volta è venuto a chiedermi se avessi visto il suo cane. Quando riusciva a trovarlo, salutava educatamente e se ne andava».
Sulla riservatezza di quest'uomo insiste anche Fiorello Vannucci, residente invece in via Ponte dei Baldi: «Questa è una zona di campagna, con tanti casali diffusi sul territorio ma senza un punto di aggregazione per chi ci abita. Questo fa sì che la gente si conosca solo di vista e, a malapena, si saluti. Io, in tanti anni che abito qui, ho sempre visto quel signore passare in auto. La sera svoltava verso la sua abitazione, mentre il mattino seguente transitava di buon ora per recarsi al lavoro».
Gli unici momenti in cui Daniele Maiorino percorreva a piedi le belle stradine di campagna, erano di notte, generalmente dopo le 22, quando portava Black a sgranchirsi le gambe in aperta campagna.
Ieri invece di Black si sono sentiti solo i latrati dietro la porta dell'appartamento al pian terreno di via Ponte dei Baldi 56 mentre era in attesa del suo padrone.
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