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«Tassa di soggiorno? Mah». Poco convinti gli albergatori di Abetone-Cutigliano

di Carlo Bardini
«Tassa di soggiorno? Mah». Poco convinti gli albergatori di Abetone-Cutigliano

Per accettare la proposta del sindaco Danti, gli operatori pongono almeno tre condizioni

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ABETONE. Gli albergatori accettano la tassa di soggiorno nel comune di Abetone-Cutigliano ma con qualche condizione.

Ad esempio a patto che gli introiti siano reinvestiti sul territorio esclusivamente nel settore turistico e in proporzione alle presenze registrate da una parte da Cutigliano e dall’altra da Abetone. Ma c’è una terza condizione: la tassa di soggiorno non dovrebbe interessare solo gli alberghi ma tutto l’extra-alberghiero come a esempio i B&B o le case in affitto. Queste le reazioni alla proposta avanzata qualche giorno fa dal sindaco Marcello Danti, che, a partire dal 2024, vorrebbe inserire la tassa di soggiorno nel proprio Comune, sull’esempio di molte altre realtà. Naturalmente, come lo stesso Danti ha precisato, con le riduzioni e le agevolazioni del caso. «Non sono contraria a prescindere – spiega Pamela Ceccarelli dell’albergo “Sichi” di Pian degli Ontani, nonché vice presidente del comparto Montagna di Federalberghi – però ci deve essere un progetto specifico a monte. Non devono essere soldi che poi entrano nel calderone. Devono essere reinvestiti in ambito prettamente turistico, in modo che lo stesso cliente abbia un beneficio». «E poi – aggiunge Ceccarelli – credo che anche l’extralberghiero debba essere soggetto alla tassa di soggiorno». Le fa eco dall’Abetone Clarissa Tonarelli, dell’albergo “Primula”. «La tassa di soggiorno – dice Tonarelli – c’è in molte realtà e non sarei contraria se l’amministrazione comunale la prevedesse anche da noi. Però va studiato molto bene il progetto e avere la sicurezza che siano fondi che non vanno a fare cassa ma che vengano reinvestiti in ambito turistico. Bisognerebbe controllare fino all’ultimo euro». Delle realtà alberghiere che abbiamo contattato non dice un no assoluto nemmeno David Gavazzi che gestisce ad Abetone l’albergo “Regina”. Gavazzi però fa un’analisi ancora più particolare. «Già in un incontro con il sindaco– afferma – ebbi modo di esporgli la mia opinione al riguardo. Non sono contro la tassa di soggiorno ma l’introito deve essere reinvestito sul territorio in base ai guadagni che vengono registrate dalle presenze. Abetone ha sofferto con l’unione a Cutigliano e la tassa di soggiorno che viene pagata ad Abetone, deve essere reinvestita in loco. Così per Cutigliano. Cioè la somma reinvestita va in proporzione alle presenza fatte». Chi invece è contrario in toto alla sua applicazione è Giuliano Tonarelli dell’albergo “Villa Patrizia” di Cutigliano. «Per me è sbagliata al livello nazionale – dice Tonarelli – figuriamoci applicarla nel nostro comune. Inoltre si parla solo di alberghi, non per tutto quello che è extra alberghiero. Quindi saremo una minoranza nell’ambito turistico, meno di 18 alberghi in tutto il Comune. La tassa di soggiorno la vedo come un accanimento in un territorio in cui facciamo già fatica lavorare. A volte dobbiamo discutere sul prezzo con il cliente per un euro, figuriamoci dirgli alla fine che deve pagare la tassa di soggiorno».

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