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Pistoia

SAN MARCELLO 

Da Treviso al Dynamo Camp per fare squadra tra i manager

GIACOMO CAROBBI
Da Treviso al Dynamo Camp per fare squadra tra i manager

La singolare esperienza di Faram, importante produttrice di sistemi d’arredo L’azienda veneta è guidata dal pistoiese Massimiliano Giacomelli da oltre tre anni

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Da Treviso al Dynamo Camp per fare squadra e contemporaneamente sostenere con una donazione la missione del centro di Limestre.

È l’innovativo progetto di Faram 1957, importante azienda veneta produttrice di sistemi d’arredo che ha scelto di inserire la tre giorni di “team building” dei propri manager all’interno di un progetto di responsabilità sociale. In questi giorni sedici dirigenti di altrettante divisioni aziendali della multinazionale trevigiana si trovano sulla montagna pistoiese per trascorrere insieme un periodo di consolidamento dei rapporti interpersonali attraverso momenti formativi e di svago. Una pratica molto diffusa negli Stati Uniti già a partire dagli anni ’50 ma che in Italia ha iniziato a fare proseliti solo negli anni ’90. Nel caso di Faram 1957, la decisione di stringere un rapporto privilegiato con Dynamo Camp è stata accolta con favore e incoraggiata dal pistoiese doc Massimiliano Giacomelli, amministratore delegato dell’azienda veneta da oltre tre anni.

«Il fatto che io abbia trascorso sulla montagna pistoiese molte estati della mia infanzia e che da dieci anni percorra queste strade correndo la Pistoia-Abetone – spiega Giacomelli – ha contribuito solo marginalmente a questa scelta, tuttavia questa opportunità mi ha inorgoglito molto e adesso sono fiero di essere qui. In questi anni in Faram ho colto e condiviso una grande attenzione ai temi sociali e ho voluto tradurre questa attitudine in un’esperienza utile a compattare i ranghi in un periodo difficile come quello che stiamo vivendo. Al tempo stesso – prosegue – è stata l’occasione per conoscere questa incredibile realtà, che merita attenzione e sostegno e con la quale certamente collaboreremo ancora».

Il gruppo, oltre a una serie di momenti di formazione all’interno della struttura, ha in programma una visita al museo della Smi a Campo Tizzoro, due appuntamenti enogastronomici e un’escursione al Lago Nero. «Anche se siamo abituati allo scenario delle Alpi – interviene Irene Barbon, responsabile marketing dell’azienda – siamo rimasti tutti piacevolmente sorpresi dal paesaggio appenninico. Il contatto con la natura favorisce una certa propensione alla spiritualità, potervi unire un’esperienza come quella con il Dynamo Camp ha il sapore della magia».

C’è lei dietro alla scelta di Dynamo Camp. «Si tratta di un progetto nato quasi per caso – racconta – lo scorso anno l’azienda aveva manifestato l’intenzione di pianificare un appuntamento di team building per il 2020 e contestualmente si stava interrogando su come sviluppare una serie programmi a sfondo sociale. È in quel periodo che a Milano una fotografa ci ha parlato di questo centro, abbiamo approfondito la cosa e adesso siamo più che convinti di aver fatto la scelta giusta».

«Finché non si entra qui dentro – prosegue entusiasta – non si ha la minima percezione di quanto sia importante questo centro. È davvero emozionante entrare in contatto e avere il privilegio di aiutare concretamente chi permette ai bambini bisognosi di terapie complesse e alle loro famiglie di poter trascorrere qualche giorno in serenità in un luogo simile. Per noi è l’opportunità di unire il fare all’essere, un’esperienza umanizzante che ci fa ritornare a ciò che conta davvero, attraverso un processo di creazione e condivisione di valore che ci ha letteralmente conquistati. Abbiamo già deciso – conclude – il prossimo anno torneremo». –



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