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Fondazione Marini il prefetto Iorio nomina nel cda Pessina e Marrese

fabio calamati
Fondazione Marini il prefetto Iorio nomina nel cda Pessina e Marrese

Torna in consiglio il sovrintendente che nel dicembre scorso fece porre il vincolo sui capolavori del grande scultore

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PISTOIA

Grazie all’iniziativa del prefetto Gerlando Iorio, da ieri mattina il consiglio di amministrazione della Fondazione Marino Marini di Pistoia è stato reintegrato con due dei componenti di diritto previsti dallo statuto e mancanti da un anno. Si tratta del dottor Antonio Marrese, designato dall’istituto bancario “Intesa San Paolo”, e del dottor Andrea Pessina, soprintendente Archeologia e Belle Arti di Firenze, autorizzato dal Ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo. Quest’ultimo, già membro del consiglio di amministrazione, si era dimesso dopo l’annuncio del progetto di depotenziare il polo museale pistoiese dedicato a Marini a vantaggio di quello fiorentino, imperniato sul Museo/Fondazione Marini-San Pancrazio.

Non solo: a dicembre 2019 aveva fatto apporre un vincolo pertinenziale alle opere del maestro pistoiese custodite a Palazzo del Tau, atto contro cui la Fondazione (all’epoca presieduta da Paolo Pedrazzini) ha presentato ricorso al Tar. Insomma, rientra nel cda un tenace avversario del progetto di ridurre l’importanza del museo Marini di Pistoia (che, lo ricordiamo per inciso, è di fatto chiuso dal marzo scorso, dopo che la Fondazione ha allontanato tutti i dipendenti e interrotto i rapporti con la coop che gestiva la guardiania). Ricordiamo che il tentativo di depotenziare il museo Marini di Pistoia era emerso a dicembre 2019, sollevando un’ondata di proteste e di contestazioni soprattutto da parte di semplici cittadini. Figura simbolo del progetto contestato è subito apparso l’allora presidente Paolo Pedrazzini, che promise all’epoca una conferenza stampa chiarifi catrice, mai però convocata. Nel frattempo lo stesso Pedrazzini si è dimesso per lasciare il posto all’avvocato Carlo Carnacini.

L’altro nuovo membro è comunque un pistoiese, il notaio Antonio Marrese. Va a colmare un seggio rimasto vuoto dopo la fusione della Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia all’interno del gruppo Intesa SanPaolo. Insomma, un riequilibrio in senso “pistoiese” del cda, di cui ora è presidente, come detto, l’avvocato Carnacini e di cui fanno parte Barbara Cinelli e Silvia Evangelisti, oltre al sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi, anch’egli membro di diritto.

” Le nomine – si legge in una nota della prefettura – nel consentire la ricostituzione del cda prevista dallo statuto a seguito delle dimissioni intervenute lo scorso anno, giungono dopo un’intensa attività di ricucitura istituzionale e di vigilanza sulla corretta organizzazione amministrativa dell’organo di governo della Fondazione condotta dalla Prefettura, che ha coinvolto, oltre ai Ministeri interessati, l’istituto bancario Intesa San Paolo, la Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia nonché la stessa Fondazione Marino Marini”.

La nota della Prefettura aggiunge che “La ricomposizione della governance dell’ente, nel rispetto delle disposizioni contenute nell’atto fondativo, pone dunque le basi per garantire la piena funzionalità della Fondazione Marino Marini, assicurando i presupposti giuridici essenziali per le iniziative di valorizzazione dell’opera del Maestro nonché la promozione delle attività istituzionali che la Fondazione riterrà opportuno intraprendere a beneficio della cittadinanza e del territorio” . –





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