Il Tirreno

Pistoia

Zollo, voce magica di teatro e tv nel libro dei grandi

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 PISTOIA. In vita fu ignorato dalla sua città, a volte osteggiato, dopo la sua morte è stato cancellato dalla memoria pubblica, almeno quella ufficiale. Pier Luigi Zollo se n'è andato il 12 agosto del 2005, aveva 62 anni. Aveva calcato i maggiori teatri italiani, aveva lavorato con i più grandi registi ed attori; era sbarcato nel cinema con Lizzani, ma alla fine aveva fatto della televisione la sua casa professionale, sempre al fianco di nomi prestigiosi, di maestri ma nella sua città per lui non si era trovato spazio, se non a metà degli anni '70. Poi il buio.  «Ci ricorderemo di te», dissero in molti al suo funerale. A sei anni di distanza non sappiamo ancora come e quando: "Nemo propheta acceptus est in patria sua" (Vangelo, Luca 4,24).  E come spesso capita, il valore di Zollo non è sfuggito agli storici che hanno reso giustizia a questo grande talento. L'attore pistoiese è infatti entrato nell'Archivio multimediale degli attori italiani, diretto dal prof. Siro Ferrone dell'Università di Firenze, con una bella scheda della dottoressa Emanuela Agostini.  Zollo fu attore poliedrico. Nacque in teatro ma fu affascinato dalla televisione e dalle potenzialità del mezzo, e proprio grazie alla televisione divenne conosciuto e apprezzato negli anni Sessanta e Settanta in tutt'Italia. Poi qualche incursione del cinema (con Lizzani) per tornare al teatro. Ma alla fine scelse ancora la televisione e la sua città dove creò un laboratorio teatrale.  Anche lui come altri grande attori pistoiesi (Ugo Pagliai, Dante Biagioni, Claudio Bigagli) ebbe come maestro Fabrizio Rafanelli con il suo Gad Città di Pistoia. Nel 1961, sotto la guida di Rafanelli, si prepara alle selezioni per l'Accademia d'Arte drammatica Silvio d'Amico e le vince, ottenendo anche una borsa di studio. Si trasferisce a Roma ma l'esperienza dell'Accademia durerà poco. Alla fine è la sua voglia di provare sul campo il mestiere a prevalere. Del resto, le qualità del giovane attore pistoiese furono subito notate, la somorità della sua voce incantava: profonda, ricca di sfumature, quando mai adatta alla radio e alla televisione.  Nell'estate del 1963 debutta in teatro nell'Amleto con Giorgio Albertazzi diretto da Frank Hauser. La piccola parte che gli viene affidata segna il suo battesimo artistico, ma l'interesse di Zollo non è destinato a rimanere confinato all'ambito teatrale. Allo stesso anno risale infatti anche il suo esordio al cinema (nel film "Il processo di Verona" di Carlo Lizzani, con Silvana Mangano) e in radio, nella compagnia di prosa di Radio Firenze diretta da Umberto Benedetto.  Nella stagione teatrale 1963-1964 lavora per il Piccolo Teatro Stabile della Città di Firenze diretto da Beppe Menegatti. Alcuni degli spettacoli prodotti da questa compagnia sono trasmessi in televisione con la regia televisiva di Luigi Gianni.  Negli anni Sessanta Pier Luigi Zollo acquista notorietà grazie agli sceneggiati televisivi. La sua prima interpretazione propriamente televisiva, nel dicembre 1964, era stata quella nelle vesti di Frate Leonardo nell'episodio "Il David" dello sceneggiato "Vita di Michelangelo" di Silverio Blasi. È però quella di Heurtin, il giovane ingiustamente accusato di omicidio nell'episodio Una vita in gioco della serie Le inchieste dell'ispettore Maigret, trasmesso dalla Rai nel febbraio 1965, a renderlo conosciuto presso il grande pubblico.  Continuerà a girare sceneggiati fino alla fine degli anni Settanta. Ma continua a dedicarsi anche al teatro. Recita con i migliori registi italiani: Costa Giovangigli, Vito Molinari, Brissoni, Cottafavi.  Il 18 novembre 1966 va in scena al Teatro Carignano di Torino in "Se questo è un uomo" di Carlo Levi diretto da Gianfranco De Bosio. Nella stagione teatrale successiva è invece Franklin in "Tragedia nuda" di anonimo inglese, con la Compagnia Stabile del Teatro Metastasio di Prato diretta da Nello Rossati.  La sua attività non conosce soste. va in scena di nuovo sotto la regia di Giorgio Albertazzi, recita nella compagnia di Aroldo Tieri e Giuliana Lojodice, poi con Odoardo Spadaro. Poi, nel 1967, torna di nuovo in televisione ottenendo nuovi successi negli sceneggiati. Nel 1974, a trentuno anni, lascia la capitale per tornare a vivere a Pistoia.
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di Redazione Prato
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