Il Tirreno

Pistoia

«Come un fulmine a ciel sereno»

Saverio Melegari
Orazio Ferrari in sede tra i trofei vinti e, sotto, allo stadio prima di una partita
Orazio Ferrari in sede tra i trofei vinti e, sotto, allo stadio prima di una partita

Lo stupore del figlio di Orazio Ferrari dopo l'arresto del patron arancione

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 PISTOIA. Di colpo, il buio. «Un fulmine a ciel sereno» come lo ha definito Marco Ferrari, il figlio del presidente della Pistoiese. Da via delle Gaine a Valdibrana, dove la famiglia abita, il giorno dell'arrivo della misura cautelare nei confronti del patron della Pistoiese nessuno ha voglia di parlare. Soltanto oggi verrà diffuso un comunicato stampa nel quale si cercherà di chiarire la posizione del presidente.  La scossa di terremoto colpisce in pieno anche l'Us Pistoiese e nuvoloni neri tornano ad addensarsi su via delle Olimpiadi.  Sessant'anni, sposato con Manuela Tizzi, anche lei architetto e con due figli, Marco (attuale team manager della Pistoiese) e Giuditta, da molto tempo dirige l'azienda fondata dal suocero. E soltanto un anno e cinque giorni fa, proprio dalle colonne del Tirreno, i tifosi appresero la notizia che lo stesso Orazio Ferrari aveva deciso di entrare in pompa magna all'interno della Pistoiese. E non per la prima volta.  Le origini.  Tifoso storico della Pistoiese, è stato uno dei fautori nell'estate del 1988, assieme allo stesso Baldi, all'ex presidente della Holding Dario Di Sario, Giuliano Niccoli, Pierangelo Frosini e Mario Frustalupi dell'operazione "Nuova Pistoiese srl" con a capo l'ex idolo dei tifosi e la partecipazione al campionato Interregionale dopo la fine della presidenza di Roberto Dromedari. Risultati deludenti e l'arrivo di Roberto Maltinti l'anno successivo riportarono Ferrari fuori dalla mischia.  Da qui si arriva al 1996: la Pistoiese, retrocessa in C1, rischiava di scomparire dopo l'addio di Maltinti ed iniziarono mesi complicatissimi fatti di trattative per dare un futuro alla società. E l'11 luglio 1996 arriva la mossa a sorpresa con Orazio Ferrari che diventa il nuovo presidente dell'Ac Pistoiese. Al suo fianco, come nei momenti più importanti della vita lavorativa, c'è l'avvocato Andrea Baldi. L'obiettivo è "semplice": salvezza in C1 della squadra e risanamento dei conti societari. L'obiettivo viene raggiunto in parte ma l'estate successiva Orazio Ferrari lascia la tolda di comando a Luciano Bozzi. Inizierà da lì un periodo di lontananza dal calcio.  Il ritorno. Per rivedere Orazio Ferrari fare capolino nel mondo del calcio bisogna aspettare la fine del 2007 ed andarlo a pescare molto in basso. A metà stagione diventa il presidente del Psb-Capostrada, società nata nell'estate precedente dalla fusione fra Psb Bonelle ed il vecchio Capostrada, che partecipa al campionato di Terza categoria. Tre acquisti al momento del suo arrivo, fra cui il figlio Marco, ed il passaggio in Seconda categoria tramite i playoff. E' il primo trionfo del Ferrari presidente che, durante l'estate, cambia nome alla squadra che si trasforma in Pistoia Club. Il 19 maggio 2009 trapela la notizia di un accordo fra Pistoia Club e Quarrata, alle prese con una profonda crisi societaria, con Ferrari che si sarebbe preso il titolo di Eccellenza ma l'opposizione del sindaco Gori e qualche avvenimento negativo fanno saltare l'accordo che sembrava praticamente raggiunto. Così, Ferrari rimane al Pistoia Club in Prima categoria.  La svolta. Nel mentre il patron del Pistoia Club è impegnato a mettere in piedi la sua squadra, la Pistoiese naviga in cattive acque con il "crac" Braccialini. Sono momenti difficili e ad agosto 2009 arriva la certezza che bisognerà ripartire dall'Eccellenza, la categoria alla quale voleva approdare lo stesso Ferrari con la sua creatura. Nelle fasi della rinascita è uno dei fautori della nuova Us assieme a Luciano Bozzi, Dario Di Sario e Vannino Vannucci, ma rimane comunque al comando della sua creatura che centra il passaggio in Promozione. Fino, appunto, al 9 giugno 2010 quando rompe gli indugi e diventa il nuovo presidente della Pistoiese prima e poi il padrone assoluto a dicembre scorso con il 51% delle quote societarie. L'obiettivo, il ritorno in serie D, viene centrato grazie alla costruzione di una corrazzata, come lui stesso la definì il giorno del raduno. Ma ora le preoccupazioni sono altre.

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