Il Tirreno

Pistoia

Slalom nelle strade tra buche e tombini rotti

Saverio Melegari
Un tombino in via Enrico Fermi
Un tombino in via Enrico Fermi

Viale Adua, via Dalmazia e via Fermi le peggiori. Grave anche la situazione di via Pertini, la più recente

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PISTOIA. Attenzione, sfondo stradale cittadino sconnesso! Si potrebbe far riferimento ad un cartello stradale per analizzare lo stato attuale delle vie più trafficate della nostra città. Alcuni nastri d'asfalto sono in condizioni davvero preoccupanti e, se quando si passa con l'automobile il rumore e il disagio (escluso per gli ammortizzatori) sono contenuti, quando si passa per i punti critici in sella ad un motorino oppure dopo aver inforcato una bicicletta, si è costretti ad effettuare traiettorie da slalom che farebbero invidia anche ad Alberto Tomba. Fortunatamente, però, ci sono anche esempi che vanno controcorrente a questo fenomeno anche se, per altre evenienze, risultano essere lo stesso i punti più critici della città.

Via Filippo Pacini. È una di quelle strade che, per rendersi conto realmente degli avvallamenti presenti, bisogna affrontarla a bordo di un mezzo pubblico. Ci sono due tombini che al passaggio dei veicoli sobbalzano creando quell'effetto sonoro di vuoto. Inoltre, sono evidenti le tracce di lavori eseguiti di recente che creano ulteriore disagio, in quanto l'asfalto sprofonda sotto il passaggio dei mezzi pesanti creando una sorta di buca continua.

Corso Amendola, Fedi, Gramsci. Sul corso non ci sono attenuanti. L'intera pavimentazione è stata completamente rifatta in occasione dell'arrivo del Giro d'Italia nel 2005 ma, usando un gergo ciclistico, sembra di essere nel bel mezzo di un settore di pavè di una classica del nord. La prima parte del corso è piuttosto soddisfacente, ma dopo San Vitale la situazione degenera: tre tombini sfondati e strada crepata sul bordo sinistro, per di più nella corsia dove ci passano soltanto gli autobus, segno che la massicciata costruita due anni fa non era sufficiente a reggere il peso dei mezzi pubblici.

Via delle Mura. Qui c'è soltanto un tombino non proprio in regola che però vale per tre. Poco dopo l'intersezione con via della Costituzione, siamo di fronte ad un rialzamento a dir poco da record, omaggiato nel proprio vertice, ovviamente, da un ridente lastrone che ha perso tutta la propria copertura. Proseguendo oltre la Barriera e arrivando in fondo alla strada, nel tratto in discesa, che poi si affaccia su piazza Leonardo da Vinci è il turno di un po' di dune (almeno tre consecutive) che diventano pericolosissime per chi ci passa sulle due ruote.

Porta Carratica. Dopo le dune, tocca all'asfalto che non c'è. E qui vale lo stesso discorso fatto per il Corso con la nuova copertura datata 2005. Due tombini risultano piuttosto rumorosi, conditi poi da alcune tracce trasversali che fanno sobbalzare più di una volta. Se, a questo, ci si aggiunge la doppia fila continua di auto parcheggiate sulla sinistra, il disagio è servito.

Via Pertini. Una delle dolenti note della città. La strada di più recente realizzazione non gode certo di ottima salute. Con tre tombini rumorosi e l'incrocio con via Cigliegiole al limite della decenza, si rischia di finire per terra se si è a bordo di un mezzo a due ruote.

Via Vittorio Veneto. Qui non ci sono tombini che suonano a vuoto o vibrano al passaggio delle vetture, ma soltanto l'assenza di protezione agli stessi che comporta sobbalzi ogni dieci metri. Il traffico di questa strada è piuttosto intenso, soprattutto riferito ai mezzi pubblici, ma il problema rimane lo stesso serio.

Viale Adua. Può stare tranquillamente nella top tre delle strade più sconnesse di Pistoia. Ci sono tre tombini che sobbalzano più due sfondati in direzione Capostrada e le condizioni della strada nel tratto che va dal supermercato della Coop fino all'incrocio con via Desideri è da mani nei capelli. Perchè si notano avvallamenti continui che sono impressionanti e, per evitarli, bisognerebbe viaggiare a cavallo fra le due carreggiate.

Via Dalmazia. Forse la regina in negativo delle strade pistoiesi. I tombini dissestati o rumorosi sono sei soltanto in direzione sud ma tuttosommato, fino all'incrocio con viale Clemente IX, il livello di tolleranza è accettabile. Il bello, per modo di dire, arriva nell'avvicinamento a Porta al Borgo dove si tocca l'apice con sobbalzi continui e auto che viaggiano in mezzo alla strada.

Via Enrico Fermi. Qui non sono i tombini a preoccupare, ma il fondo stradale. Dal semaforo con viale Arcadia fino allo svincolo per la tangenziale siamo di fronte ad una mulattiera piuttosto che un viale, per di più di una zona industriale. Nella scorsa primavera era stato riasfaltato il tratto precedente al palazzetto dello sport e già questo è un passo avanti. Ma, adesso bisognerà per forza mettere mano (e asfalto nuovo) sulla parte precedentemente descritta.

Controtendenza. Ci sono, però, alcune strade che non subiscono la sindrome del tombino sfondato. Viale Arcadia, viale Matteotti e viale Petrocchi sono esempi da seguire per riportare le strade cittadino ad un livello decente. Purtroppo, però, succede che in questi posti il problema non è in superficie, ma sottoterra, come quando piove forte nei dintorni di Porta Lucchese.

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