Attimi di paura
Pisa, da condottiero ad avversario: prima volta contro Pippo Inzaghi. Come sarà l'accoglienza?
Una stagione vissuta intensamente culminata con lo storico ritorno in Serie A. Poi un divorzio doloroso e ora alle porte c’è una sfida decisamente poco banale
PISA. Domani, mercoledì 28, alle 19 conterà solo il campo, solo il presente. Conterà solo cosa farà la squadra di Paolo Bianco, che sta dando una sua chiara identità al Pisa che è quinto con 14 punti, contro quella che è la capolista del campionato. Il Palermo che in otto partite ha portato a casa quasi il massimo, 22 punti, conquistando 7 vittorie e 1 pareggio.
Ma sulla panchina rosanero arriva per la prima volta da avversario all'Arena un ex decisamente non banale come Filippo Inzaghi. Uno che ha ballato una sola stagione ma che ha contribuito a riportare il Pisa in Serie A dopo 34 anni. Alla fine è arrivato il divorzio ma quella di Inzaghi in nerazzurro è una storia, breve ma intensa, che merita di essere raccontata dall'inizio.
La scossa
Il pomeriggio del 3 luglio 2024 il Pisa annuncia Inzaghi, la scelta era stata fatta a metà giugno dopo l'incontro a Forte dei Marmi con il patron Alexander Knaster, e fin da subito si crea un feeling importante con la piazza. Che vede in Inzaghi quella garanzia per poter essere competitivi dopo la stagione conclusa al 13° posto con Alberto Aquilani in panchina. «Dobbiamo riconquistare i tifosi. Vedo già grande entusiasmo e forse troppa benevolenza nei miei confronti senza aver fatto ancora nulla», disse Inzaghi alla conferenza stampa di presentazione.
Le mosse
La costruzione di un corpo unico tra squadra e ambiente nasce già con gli allenamenti a porte aperte prima della partenza per il ritiro di Bormio. Già dall'estate si vede che il vento è cambiato. Giovanni Corrado e il nuovo direttore sportivo Davide Vaira fanno un bel lavoro sul mercato, mentre Inzaghi cesella un passo alla volta il gruppo. In una sfida amichevole all'Arena il Pisa mette in difficoltà l'Inter campione d'Italia, allenata dal fratello di Inzaghi, Simone, che pareggia per 1-1 solo nei minuti di recupero. È una sera amara perché segnata dall'infortunio di Esteves. Sulla destra si farà male anche Leris e qui Inzaghi trova una delle sue intuizioni vincenti: quella di mettere sulla fascia destra Touré. Intanto Moreo e Tramoni funzionano alla grande. Inzaghi li conosceva e, poi, avrebbe voluto portarli a Palermo. La vecchia guardia torna a ruggire assieme ai nuovi innesti, in particolare Lind e Angori, con Piccinini sorpresa in positivo. C'è entusiasmo e arrivano vittorie a ripetizione ( a fine campionato saranno 23). Una delle più belle arriva all'ultima giornata del girone d'andata con il 3-1 al Sassuolo che vincerà il campionato.
Il duello e il trionfo
L'unica squadra che può tenere il passo del Pisa nella lotta al secondo posto è lo Spezia del grande ex Luca D'Angelo. Dopo le due sconfitte con Sassuolo e Spezia i bianconeri sono ad appena 3 punti dai nerazzurri. Dopo il ko per 3-2 al Picco Inzaghi dichiara: «In Serie A ci andiamo noi» . E sarà così. Il Pisa torna a macinare gioco e vittorie. Con un gol di Meister arriva l'1-0 sul Frosinone, allenato proprio da Paolo Bianco, che porta il Pisa a un passo dal sogno. La Serie A diventa realtà, tre giorni dopo, il 4 maggio 2025 nonostante la sconfitta per 1-0 a Bari. Con Inzaghi portato in trionfo.
Vincere e dirsi addio
Dopo l'ultima di campionato, la vittoria per 2-1 nel recupero sulla Cremonese, Inzaghi parla di futuro. Visto che è ancora sotto contratto. «Qui sto bene, ci sono tutti i presupposti per andare avanti, ma la Serie A è un altro sport e dovremo farci trovare pronti». Dopo le feste, però prende forma l'addio. Le posizioni tra Inzaghi e il club sono distanti e ognuno prende la sua strada. Il tecnico decide di andare a Palermo per provare a conquistare la terza promozione in A. Il Pisa tornerà subito in B, anche Inzaghi non riuscirà a centrare il suo obiettivo. Palermo quarto in campionato ed eliminato in semifinale dal Catanzaro allenato proprio dal tecnico che aveva sostituito Inzaghi a Pisa: Alberto Aquilani. In A ci vanno Venezia, Frosinone e il Monza di Bianco.
Quale accoglienza?
Sicuramente la fine del rapporto con Inzaghi non ha lasciato indifferenti i tifosi. In molti sui social lo hanno criticato. Altri lo hanno difeso e c'è chi gli riconosce i meriti della promozione nonostante non abbia apprezzato il modo in cui è finita la storia. Dopo la vittoria sulla Carrarese per 2-1 di domenica scorsa Inzaghi è intervenuto a i microfoni di Dazn: «Tornerò in uno stadio dove ho lasciato veramente tanti amici, il cuore e una stagione fantastica. Sarà per me una partita davvero speciale, la prepareremo al meglio». Vedremo domani quale sarà l'accoglienza. Di certo Inzaghi trova un Pisa diverso. Forte, ancora più solido e ambizioso. Con un nuovo presidente e amministratore delegato, Damien Comolli, un nuovo direttore sportivo, Leonardo Gabbanini, e senza la famiglia Corrado, uscita dai vertici societari proprio settimana scorsa. Al di là dell'accoglienza a Inzaghi domani conterà solo il Pisa di Paolo Bianco. E tutti, all'ombra della Torre, si augurano che il nuovo condottiero riesca a conquistare lo stesso traguardo raggiunto da Inzaghi.
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