Il caso
Pisa, la strategia di Bianco spiegata coi numeri: così il mister sta costruendo il bunker nerazzurro
La giusta miscela tra gli emergenti e i veterani è la chiave con cui il mister cerca la quadra. Da qui l’alternanza tra tutti i centrali in rosa più la novità di Angori braccetto a sinistra
PISA. Per diventare grandi nel calcio, spesso e volentieri, si deve come prima cosa subire il meno possibile. Si può fare un bel gioco ma bisogna cercare di concedere poco. E questo Paolo Bianco, che nell’ultimo campionato di B aveva la miglior difesa con il suo Monza, lo sa bene. E per farlo bisogna saper difendere tutti, sebbene il focus in questa fase sia soprattutto sui difensori. Il Pisa a Vicenza ha portato a casa il suo secondo clean sheet, oltre che tre punti pesanti, e sta cercando di trovare la quadra dopo un inizio non semplice per il reparto arretrato, scottato ancora dai 71 gol dell’anno passato. Degli otto gol subiti finora, quattro sono arrivati con la Virtus Entella. Per migliorare la difesa Bianco sta cercando di costruire la giusta miscela tra gli emergenti e i veterani. E cerca di portare anche qualche novità. Con un minutaggio abbastanza importante per tutti.
Il protagonista inatteso
L’esplosione del classe 2005 Andrea Primasso, fino a quattro anni fa in Promozione, sorprende ma fino a un certo punto. Le potenzialità del ragazzo si erano già intuite da quanto fatto in prestito alla Vis Pesaro, ma serviva un inserimento graduale in serie B. Bianco lo fa esordire proprio nel finale con la Virtus Entella e lo conferma in Coppa Italia a Firenze. La squadra perde 3-0 ma su Gnonto fa un figurone. A Mantova altra gara positiva. Ruocco, che aveva sempre segnato nelle prime quattro giornate, non vede quasi mai il pallone. Dopo la sosta la conferma a Vicenza. Con tanti interventi importanti e risolutori. Per Primasso sono 168 i minuti in campo finora.
La vecchia guardia
A Vicenza l’unico difensore partito titolare del gruppo storico è stato Arturo Calabresi. Il suo inizio di stagione è stato davvero importante: nella difesa a tre fa il suo come sempre inoltre ha segnato anche due gol pesantissimi. Uno a Castellammare, che ha sbloccato la partita, e uno a Vicenza. Che l’ha messa in cassaforte. Sia lui che Canestrelli sfruttano i corner precisi di Tramoni. Fin qui Calabresi ha giocato 331 minuti. Sabato 10 ottobre al suo fianco non c’erano inizialmente Canestrelli, subentrato nel finale e che finora ha giocato 406 minuti con un gol e un assist finora, e neppure capitan Caracciolo, 199 minuti in campo in questo avvio di stagione, che era infortunato. Una rarità non vedere neppure uno dei due centrali dall’inizio. Ma la loro esperienza, unita a quella di Calabresi, può fare la differenza alla lunga.
L’invenzione
L’esigenza di trovare nuovi equilibri può portare a fare tante scelte diverse in poco tempo. Bianco aveva iniziato con la difesa a quattro, poi è tornato a giocare a tre ma probabilmente quell’idea non è ancora tramontata. Intanto a Vicenza ha schierato centrale Samuele Angori, 450 minuti in campo finora. Dopo la prova con il Monaco ha convinto in questo ruolo insolito. Bianco già a Monza aveva trasformato l’ex nerazzurro Birindelli in centrale. E Angori a Vicenza probabilmente ha giocato la sua miglior partita di questo avvio di campionato. questa mossa arriva anche da un’altra esigenza. Leris sta facendo bene ed è difficile rinunciare a lui sulla sinistra.
Gli altri
A Vicenza Rosen Bozhinov è entrato nel finale proprio al posto di Primasso. Il bulgaro dopo lo spavento di Castellammare ha giocato tre gare di fila per intero con la Bulgaria Under 21. Con il Pisa ha giocati 175 minuti, ma Bianco crede in lui tanto da schierarlo titolare con Catanzaro e Juve Stabia. L’impatto con la serie A fu molto difficile ma in B può dire la sua. Tra i giovani Francesco Coppola, nato nel 2005 come Bozhinov, sembrava dover essere quello maggiormente in rampa di lancio visto che ha già esordito i A. I tanti infortuni non lo hanno aiutato. A Castellammare sostituì bene Bozhinov, segnando anche il suo primo gol in nerazzurro, poi la serata difficilissima con la Virtus Entella e l’ingresso non semplice nel derby di Firenze. Lo abbiamo rivisto nel finale a Mantova. Fin qui ha giocato 145 minuti. Sia lui che Bozhinov possono crescere ancora in un reparto che più di tutti ha voglia di riscattarsi.
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