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L'intervista

Pisa, Lamberto Piovanelli: «Il punto debole a oggi? La mediana. E c’è un giocatore in cui mi rivedo»

di Andrea Chiavacci
Pisa, Lamberto Piovanelli: «Il punto debole a oggi? La mediana. E c’è un giocatore in cui mi rivedo»

L'ex bomber: «La squadra è forte e prima o poi le qualità verranno fuori. Sono convinto che il Pisa ha tutte le carte in regola per un campionato da protagonista»

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PISA. È stato protagonista per cinque anni in maglia nerazzurra ma ancora oggi porta quei colori nel cuore. Lamberto Piovanelli, 48 gol dal 1986 al 1991 in gare ufficiali con il Pisa, è stato uno degli attaccanti più amati della gloriosa era di Romeo Anconetani. Con lui parliamo della situazione attuale del Pisa, 7 punti nelle prime 5 partite di Serie B, partendo proprio dall'attacco.

Lei che è stato un grande bomber della storia del Pisa ci può dare un giudizio sui due nuovi centravanti Pittarello e Petagna?

«Pittarello mi piace molto già dai tempi del Cittadella. È un giocatore che si sacrifica molto per i compagni e domenica, come del resto Moreo, ha anche dimostrato di saperci fare sotto porta. Per certi versi mi rivedo un po' in lui. Avevo quelle caratteristiche. Petagna, invece, penso che sia una vera garanzia per la Serie B. Non ha ancora segnato, è vero, ma si sbloccherà. Poi anche lui è un ottimo punto di riferimento in avanti. Lotta contro gli avversari ed è abile nel gioco di sponda».

Bianco ha sempre optato per la staffetta. Due volte è partito titolare Petagna e poi è entrato Pittarello e viceversa. Può nascere un dualismo per la maglia da titolare?

«Non può essere tutto ridotto ad un eventuale dualismo tra Petagna e Pittarello. Per me possono anche giocare insieme. Bianco ha talmente tante soluzioni a suo disposizione che dovrà essere bravo a mettere insieme un attacco che dispone anche di gente come Moreo e Tramoni che hanno già fatto la differenza in Serie B ma anche di giovani come Marras, che sta per tornare in campo, Ferrah e Rao. Quest'ultimo ha fatto molto bene contro la Fiorentina e anche a Mantova. Dove aveva segnato il gol che sarebbe stato quello della vittoria, se non fosse intervenuto il Var. È uno che dribbla e porta un pizzico imprevedibilità. Mi piacerebbe vederlo di più ma capisco che lì davanti sono davvero in tanti. L'attacco ha un potenziale enorme e le soluzioni giuste poi si trovano anche con il tempo. Penso che in quel reparto sia stato fatto un mercato importante».

La squadra però sta prendendo troppi gol, ben 9 nelle ultime 3 gare tra campionato e Coppa Italia. La sosta può aiutare Bianco a trovare un po' di equilibrio?

«Bianco è un allenatore esperto e ha fatto ottime cose in Serie B. È chiamato a fare bene e provare a realizzare quel sogno che purtroppo questa città ha vissuto per troppo poco tempo dopo un’attesa lunga 34 anni. Secondo me questi 20 giorni possono servire per capire ancora meglio quali sono le caratteristiche dei giocatori con cui sta lavorando da luglio. Per cercare quella che deve diventare una formazione e anche un modulo base. Capire se è meglio impostare una difesa a 3 o a 4. Giocare insieme aiuta. Ad esempio io e Incocciati ci trovavamo ad occhi chiusi perché per due anni di fila giocavamo sempre insieme. Anche nelle partitelle. È ovvio che questo è un altro calcio e c'è anche più concorrenza ma dare continuità alla formazione iniziale è importante».

Secondo lei qual è al momento il punto debole?

«Serve più fisicità a centrocampo. Mancano un po' di chili. La mediana è un po' troppo leggera. Si vede che manca uno alla Marin. Per me Leone e Vural sono molto bravi tecnicamente ma un po' di fisicità e cattiveria agonistica manca. Non può bastare il solo Correia, che è anche bravo con il pallone tra i piedi, ad alzare i ritmi e portare un po' di energia».

Resta fiducioso per il campionato?

«Assolutamente sì. La squadra è forte e prima o poi le qualità verranno fuori. Sono convinto che il Pisa ha tutte le carte in regola per un campionato da protagonista».

Quali sono le rivali più accreditate?

«Il Palermo è la favorita numero uno e per me centrerà la promozione in Serie A. Poi gli altri due posti se li giocano in tante. Il Pisa è una di queste squadre così come Hellas Verona e Cremonese. Alla lunga queste tre squadre retrocesse dalla A verranno fuori. Per me può emergere anche il Padova, che ha un allenatore che mi piace molto come Calabro, e il Modena che ha allestito una buona squadra. Il Mantova è partito forte e può restare tra le prime. Può arrivare una sorpresa anche dalle neopromosse. Per me può essere l'Ascoli che è partito bene ed ha fatto un bel mercato».

Lunedì scorso lei ha parlato durante la cerimonia per il conferimento della cittadinanza onoraria a Romeo Anconetani in Comune. Penso sia stata una grande emozione anche per lei?

«Era doveroso fare un intervento per ricordare una persona a cui devo davvero tanto. È stata anche l'occasione per riabbracciare vecchi compagni di squadra, dirigenti, persone dello staff, la famiglia Anconetani e anche l'allenatore della nostra ultima promozione in Serie A Luca Giannini. Un pezzettino di quel riconoscimento lo sentiamo anche nostro. È bello vedere che a quasi 27 anni dalla sua morte c'è ancora tanto affetto verso Romeo da parte della città».l

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