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L'intervista

Guido Angelozzi: «Vi presento Bianco, allenatore top per un Pisa ai vertici»

di Giuseppe Boi
Guido Angelozzi: «Vi presento Bianco, allenatore top per un Pisa ai vertici»

L'attuale ds dello Spezia ha avuto il tecnico ai tempi del Frosinone

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PISA. «Paolo Bianco è un allenatore top». Sintetico e senza nessun dubbio nel pronunciare il giudizio positivo. Guido Angelozzi, nuovo direttore sportivo dei rivali dello Spezia, valuta così l’allenatore scelto – «con una mossa giusta – dal Pisa per ripartire dopo l’amara retrocessione dalla Serie A.

I due si conoscono dai tempi del Frosinone. Angelozzi scelse Bianco e gli affido una squadra alla deriva. Era la 26ª giornata Serie B 2024/25 – indimenticabile per i tifosi nerazzurri – e i ciociari avevano vinto solo 4 partite, ne avevano pareggiate 11 e altrettante ne avevano perse. Bianco si sedette sulla panchina dello Stirpe e collezionò 5 vittorie, 5 pareggi e soltanto due sconfitte. Un cambio di marcia che portò il Frosinone alla salvezza diretta (complice anche il fallimento del Brescia che costrinse Salernitana e Sampdoria a uno spareggio disputato tra le polemiche) che profuma di impresa. Un risultato ottenuto grazie a Bianco che poi si è ripetuto l’anno scorso portando il Monza alla promozione in A.

Che allenatore è Bianco?

«Paolo Bianco è un allenatore a cui piace dominare la partita. È un tecnico preparato che porta avanti dei concetti ben definiti. È poi bravo a trasmetterli alla squadra: riesce a coinvolgere il gruppo per riportare in campo quello che lui vuole».

Ha un modulo preferito?

«Fosse per lui giocherebbe sempre con il 4-3-3, ma è un allenatore che punta soprattutto sui principi di gioco e li adatta, non dico a tutti i moduli ma quasi. Del resto i moduli, al contrario dei principi di gioco, possono variare».

Quindi si adatta ai giocatori?

«Se c’è un giocatore “particolare”, ha le capacità per trovargli lo spazio giusto e farlo rendere al massimo. Ripeto: sa trasmettere anzitutto dei principi di gioco, per cui fa giocare bene la squadra e se serve si sa adattare».

Come i grandi tecnici?

«Per me è già un allenatore top. Non è un novellino, ha tanta esperienza e ha lavorato con un innovatore come Roberto De Zerbi (collaboratore tecnico al Sassuolo per 72 partite e alla Shakhtar per 30, ndr) e un mister del livello di Massimiliano Allegri (sempre da collaboratore tecnico per 56 gare alla Juve, ndr) imparando moltissimo da queste collaborazioni».

A Frosinone fu decisivo anche dal punto di vista della tenuta mentale della squadra?

«Bianco è una persona meravigliosa, uno che sa creare la giusta alchimia con la squadra, con la società, con la tifoseria. Oltre che un allenatore è una persona in gamba e a me piace molto».

Del resto, quando prese la guida dei ciociari, la situazione era quasi disperata.

«Quel Frosinone era in una fase di difficoltà e stava andando alla deriva. Avevamo già cambiato due allenatori (Vincenzo Vivarini dalla 1ª alla 9ª giornata e Leandro Greco dalla 10ª alla 26ª,ndr). È arrivato lui e ha cambiato la squadra. In 12 partite (dalla 27ª alla 38ª giornata) ha fatto 20 punti. Ci ha tirato fuori da una situazione drammatica: è stato bravissimo lui ed è stato bravissimo il suo staff».

Un bel “pacchetto” per il Pisa?

«Sì, ha dei collaboratori molto validi e in sintonia con il suo modo di allenare e di gestire la squadra. Degli ottimi professionisti come, ad esempio, l’allenatore in seconda Filippo Pensalfini e Salvatore Bruno, un preparatore atletico fortissimo che conosco bene perché ha lavorato a Sassuolo con me».

Lui e il suo staff, però, devono ripetere l’impresa di Monza, quella di rendere competitiva una squadra retrocessa dalla Sere A ultima e con soli 18 punti.

«Il Pisa riparte da una squadra sulla carta molto forte. Quella che si è appena conclusa è stata un’annata, anche, con una buona dose di sfortuna. Le cose non sono andate come dovevano andare, ma il Pisa è una società importante con una squadra già competitiva».

Quindi?

«Secondo me può fare bene e ha preso l’allenatore giusto. Paolo Bianco ha l’esperienza giusta per la categoria, ha la capacità di valorizzare e far crescere ancora di più la rosa e ha anche i mezzi per tirare su i giocatori».

In che senso “tirare su”?

«Chi è retrocesso e resta nella squadra deve prendersi le sue responsabilità. La società e l’allenatore valuteranno bene chi riconfermare. Poi magari c’è chi se ne vuole andare per la delusione della retrocessione o perché ha mercato in serie A. Ma chi resta deve farlo convinto e su chi è confermato deve lavorare bene l’allenatore. E Bianco sa “tirare su” i ragazzi».

Come vede il prossimo campionato di serie B?

«Sarà il solito campionato difficile e competitivo con quattro squadre allestite per puntare alla promozione diretta e, sicuramente, almeno una squadra rivelazione che scombinerà i pronostici».

Vale a dire?

«Difficile dirlo prima che cominci il campionato. Ma c’è sempre una sorpresa. Pensate quest’anno al Catanzaro: ha fatto benissimo con una squadra di giovani e con un allenatore altrettanto giovane e che è stato pure a Pisa (Aquilani, ndr). Non è detto che non possa ripetersi».

E le grandi favorite?

«Pisa, Cremonese, Palermo e Verona. Sono quattro squadre per tre posti. Poi c’è il Catanzaro e l’eventuale outsider. Sarà un campionato molto duro». 

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