Il Tirreno

Pisa

I nerazzurri

Spingere o gestire? Ecco il vero dilemma del Pisa

di David Biuzzi
L’attaccante Ernesto Torregrossa e l’interno Idrissa Touré
L’attaccante Ernesto Torregrossa e l’interno Idrissa Touré

I casi di Torregrossa, Morutan e non solo tra playoff da conquistare e verve da ritrovare

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PISA.  Avviso ai naviganti: il Pisa non è in mezzo a una selva oscura né ha smarrito la diritta via (o meglio, forse in qualche caso quest’ultima ipotesi si è pure verificata ma l’ha subito ripresa, come dimostrato col Cagliari), però ora è sicuramente arrivato a un bivio. Uno bivio decisamente importante.

Già, perché pur lasciando in pace il sommo poeta Dante Alighieri, a 6 curve dall’arrivo, o se preferite a 540 minuti (recuperi esclusi) dal termine della stagione regolare , un dilemma di non poco conto per Luca D’Angelo e il suo staff si pone. Ed è, in soldoni, andare all-in (la mossa più forte nel Texas Hold'em, una delle più diffuse specialità del gioco del poker) o gestire le forze in vista della coda degli spareggi-promozione? Quesito complicato, si diceva, anche perché l’eccezionale continuità dei rendimento e risultati che aveva segnato la prima parte della seconda gestione del condottiero di Pescara se n’è andata, numeri alla mano, con l’anno vecchio e ad oggi il traguardo dei playoff è prima di tutto da conquistare, da certificare. Tornare a mani vuote dai viaggi di Modena e Cosenza ha portato i nerazzurri pericolosamente più vicini al confine delle posizioni nobili. Quindi già domenica a Terni, contro una squadra che naviga a metà del guado ma con un trend orientato sul negativo, ci sarà da dare il massimo per cercare di ottenere il massimo. È una certezza, questa, che però non scioglie il nodo iniziale.

Che riguarda soprattutto le scelte e, soprattutto, quelle dei singoli. E in questo caso sono due le fotografie che rappresentano bene la situazione attuale: quelle di Ernesto Torregrossa e Olimpiu Morutan. Due che, ormai e lapalissiano, quando stanno bene (ma basta anche benino) poco hanno a che vedere con il contesto che si chiama Serie B. Non è il caso attuale, con il bomber che deve gestire gli acciacchi e il folletto che attraversa un periodo di fisiologico calo. Già, ma che fare? Torregrossa, ad esempio, ha saltato qualche sessione di gruppo anche in settimana ma la strada per rimetterlo a lucido per gli spareggi è tenerlo a riposo o mettergli minuti nelle gambe? Simile il discorso relativo al romeno: tornerà a incantare prima e meglio giocando o tirando il fiato? In definitiva il quesito di partenza: andare all-in o gestire? Certo se la qualificazione ai playoff fosse già certa uscire dal labirinto sarebbe più semplice.

Nel mezzo, invece, ci sono da mettere insieme i punti che mancano: preliminari tra il 26 e 27 maggio, semifinali tra il 29 e il 30). Ed è chiaro che quelli di Torregrossa e Morutan sono solo i casi più eclatanti. In ottica Ternana, infatti, lo stesso ragionamento vale per Esteves, altro elemento con qualche malanno da gestire, e per Beruatto, la cui storia recente dice che non può né deve essere spremuto; allargando il campo ai playoff, poi, ci sarà da gestire al meglio anche Touré, sempre ai presi con i postumi della botta rimediata col Benevento ma altro elemento che, in forma, a pochi rivali (forse nessuno) in categoria.

Un anno fa, soprattutto a causa del grave ko di Caracciolo, il Pisa agli spareggi ci arrivò con la difesa in emergenza. E nella semifinale di andata, a Benevento, in corso d’opera si ritrovò con Birindelli centrale. Oggi, forse, non è ancora il momento di guarda troppo avanti, se non altro perché così facendo è più probabile inciampare, ma un pensiero in prospettiva va fatto e, dunque, il dilemma per il Pisa e per D’Angelo, è già pesante.



 

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