Il Pisa piange la morte di Antonio Annibale
È morto a Milano, all'età di 78 anni, Antonio Annibale, portiere protagonista della promozione nerazzurra in A nel 1968. La sua scomparsa è stata annunciata ieri notte dal Pisa Sporting Club che ha...
È morto a Milano, all'età di 78 anni, Antonio Annibale, portiere protagonista della promozione nerazzurra in A nel 1968. La sua scomparsa è stata annunciata ieri notte dal Pisa Sporting Club che ha espresso in una nota ufficiale le proprie condoglianze a familiari ed amici.
Di Annibale ha tracciato un bellissimo profilo il giornalista pisano Giovanni Manenti sulla propria pagina facebook: «Un altro pezzo di Storia del Pisa del Commendator Donati ci ha lasciato». Prodotto del vivaio interista, Annibale giocò nel famoso 1-9 del 10 giugno '61 a Torino contro la Juventus, allorché Herrera schierò, per protesta, la formazione riserve . Approdò al Pisa quando Renato Lucchi - che già lo aveva allenato al Cesena - fece il suo nome alla Dirigenza nell'estate '67: «Scelta quanto mai azzeccata, in quanto Annibale rileva Breviglieri quale estremo difensore alla nona giornata del successivo Torneo Cadetto per non saltare più alcun incontro sino alla trionfale promozione - prima nella Storia del Pisa dall'istituzione del Girone Unico - per poi poter disputare, l'anno seguente, l'unico Torneo da titolare in A, in cui disputa 29 delle 30 gare in calendario».
«Annibale resta in riva all'Arno anche l'anno successivo all'immediata retrocessione tra i Cadetti, per poi cambiare versante e ritornare sulle sponde del Mar Adriatico dove, tra un biennio ancora al Cesena ed un'ultima Stagione al Rimini, conclude, nel 1973 a 33 anni, una Carriera da 294 presenze in Campionato». Con Manenti lo ricordano tutti i tifosi nerazzurri nati prima degli anni '60 «e per i quali, in quelle due fantastiche stagioni, hai rappresentato una sorta di idolo, specie nel Torneo di Serie A, al cospetto di fior di attaccanti quali Anastasi, Boninsegna, Riva (a cui parasti un rigore all'Arena sotto la Nord …), Maraschi, Prati, Savoldi e molti altri». (a.sc.)
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