Toscana
L'eroe di Atlanta torna alla scuola Di Ciolo
A.Scuglia-F. Del Pivo
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SCHERMA Alessandro Puccini con Enrico Di Ciolo e, sotto, il campione olimpico in pedana ad Atlanta 96 Alessandro Puccini insegnerà scherma con i suoi maestri
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PISA. Alessandro Puccini, a quarantrè anni, torna a casa: l'unico pisano campione olimpico nel fioretto individuale, infatti, allenerà al Club Scherma Di Ciolo. Indimenticabile per tutti i pisani e ormai avvolta nel mito la sua impresa ad Atlanta 1996. Alessandro ha deciso, quindi, di tornare a fare il maestro dove ha iniziato la carriera agonistica a sei anni: ovvero con i maestri Enrico ed Antonio Di Ciolo annunciandolo in una conferenza stampa al bar San Domenico, con il presidente del club Enrico Di Ciolo e Roberto Fragale, maestro di arti marziali, ed amico del club schermistico pisano. «Ho chiuso la carriera agonistica nel 2000 ed un anno dopo ho iniziato ad insegnare, - ricorda Puccini. - Poi, con la nascita delle mie figlie Virginia, che adesso ha dodici anni e si è dedicata anche lei al fioretto, e Ginevra, che a nove anni fa ginnastica artistica, ho abbandonato le pedane. Dopo ho accettato l'invito della Puliti Lucca iniziando a fare il maestro per una società. E' stata una esperienza affascinante, ma il pensiero era sempre quello di tornare a casa. Adesso ho ritenuto il momento maturo e sono veramente felice di aver fatto questo passo. Sono contento di poter lavorare assieme ad Enrico ed Antonio Di Ciolo. Con il primo sono cresciuto a livello schermistico, ma devo dire grazie ad Enrico se ho lavorato molto per arrivare a certi livelli. Devo a lui se sono riuscito a dare oltre il 100%». Quale sarà il tuo ruolo nel club? Il segreto è quello che tutti seguono tutti. Ci scambieremo i ruoli per far crescere tutto il movimento. Comunque, principalmente, seguirò la categoria "cadetti", ragazzi tra i 15 e i 17 anni, per far sì che riescano ad affermarsi come è successo a me. A Pisa abbiamo vissuto anni bellissimi con grandi campioni che hanno portato a casa titoli olimpici e mondiali sia squadre che individuali. Forse questo ha fatto sì che seguire il loro lavoro togliesse del tempo alla cosiddetta base. Adesso, comunque, nonostante ci siano ancora atleti capaci di emergere a livello mondiale, è iniziato da qualche tempo il lavoro sui giovani. Sia nel fioretto che nella spada». Hai avuto come maestri Antonio ed Enrico Di Ciolo. Quale è la differenza tra i due? Antonio ha sempre avuto una sola parola. Dal punto di vista dell'allenamento si può definire un genio. E' un istintivo ed un intuitivo. Ma, per una struttura più grande come è adesso il nostro club, c'è bisogno dell'organizzazione di Enrico. Entrambi, quindi, sono necessari ed importanti».
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