Perché Damien Comolli è stato scelto come nuovo presidente del Pisa? Ecco il piano nel cassetto del patron Knaster
Dall’analisi dei conti alle strategie sul mercato, passando per infrastrutture e valorizzazione dei talenti: il dirigente francese è chiamato a costruire un modello capace di coniugare competitività sportiva e sostenibilità economica nel lungo periodo
PISA. Perché Damien Comolli? Per fare cosa e arrivare dove? Perché proprio lui? Facile intuire le risposte che darebbe Alexander Knaster: garantire un salto di qualità attraverso un percorso di crescita sostenibile. Vale a dire lo stesso progetto condiviso dal patron del Pisa con i (quasi ex) soci Giuseppe e Giovanni Corrado. La scelta del dirigente sportivo francese non rappresenta infatti una rivoluzione. Bensì un upgrade di un progetto che ha portato il Pisa fuori dalle sabbie mobili del rischio fallimento fino a riassaporare dopo 35 anni la Serie A.
La continuità del progetto
Non è dato sapere quanto la breve esperienza nel massimo campionato abbia influito nel cambio in società e nell’assetto azionario, ma con Comolli la politica aziendale non cambia: ricerca di talenti da lanciare nello scenario italiano e ricerca del ritorno economico attraverso il player trading e la crescita delle infrastrutture. In poche parole, portare in attivo i bilanci del Pisa Sporting Club.
I conti del club e il ruolo di Knaster
Sottolineare questa mission non significa ipotizzare un ridimensionamento dell’impegno di Knaster. Finora l’imprenditore britannico naturalizzato statunitense non ha lesinato gli investimenti e non c’è motivo di credere che non continui. Il bilancio del Pisa è tuttavia un buco nero tenuto in piedi da iniezioni di capitali quantificabili in circa 100 milioni di euro dal 2021. Soldi che, per paradosso, alla lunga rischiano di frenare la crescita del club.
Le nuove regole del calcio europeo
Le norme contabili della Lega calcio e dell’Uefa stanno infatti mettendo fine all’epoca dei magnati. Certo John Elkann continua a ricapitalizzare la Juventus, ma questo non ha evitato un lungo e complesso confronto sul bilancio con la Federcalcio europea per potersi iscrivere alle Coppe. Così come i munifici proprietari del Como spendono tanto, ma accompagnano alle spese per rafforzamento della rosa, investimenti nel settore turistico e immobiliare per rendere sostenibile il club.
L’obiettivo: aumentare il fatturato
La parola d’ordine per tutte le squadre professionistiche d’Europa è aumentare il fatturato. E i Knaster si affidano a Comolli per fare proprio questo. Oltre ad affidargli i progetti, con una redditività nel lungo periodo, di sviluppo del centro sportivo e della nuova Arena, il suo compito sarà applicare al Pisa un modello economico, finanziario e di scouting , per garantire bilanci in ordine, stipendi controllati e plusvalenze tramite il player trading di giovani talenti.
Il metodo Moneyball
Un obiettivo che Comolli, tra i pionieri in Europa, porta avanti con l’uso di dati e algoritmi. Quelli bravi chiamano il suo metodo con il termine Moneyball. Il “sistema” Comolli cerca giocatori sottovalutati o che militano in campionati minori non tramite osservatori e agenti, ma attraverso l’analisi statistica. Tramite gli algoritmi vengono individuati dei calciatori prima che il loro cartellino diventi troppo costoso.
I risultati ottenuti a Tolosa
Nell’esperienza di Tolosa, il nuovo ad del Pisa, ha scoperto così diversi talenti. Profili che hanno garantito plusvalenze come Manu Koné e Thijs Dallinga, giusto per citare due giocatori noti al calcio italiano. Tanto che il Tolosa dalla stagione 2020-2021 a quella 2024-2025 ha fatto segnare un segno più nel saldo di calciomercato pari a 70 milioni di euro. Il tutto con risultati sportivi tutt’altro che trascurabili come la Coppa di Francia conquistata nel 22/23.
La sfida sotto la Torre
A Torino, alla Juventus, non è andata alla stessa maniera. Ma la speranza di Knaster e dei tifosi pisani e che, sotto la Torre, Damien Comolli ritrovi il “tocco magico” di Tolosa.
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