Allarme Ryanair, maxi aumento del costo dei biglietti: «Sarà il più forte rincaro di sempre» – I numeri
L’annuncio direttamente dall’amministratore delegato Michael O’Leary. Il caro petrolio e l'impennata del costo del jet fuel mettono sotto pressione i conti delle compagnie aeree. Gli esperti prevedono tariffe in crescita già nei prossimi mesi, mentre il settore cerca un difficile equilibrio tra sostenibilità economica e domanda di passeggeri
L’incognita energetica e la capacità di trasferire sui prezzi finali l’aumento dei costi. Quale sia il rischio che corre il settore dei voli low cost lo dice senza giri di parole Michael O’Leary, amministratore delegato del gruppo Ryanair: «Nei prossimi dodici mesi assisterete al più grande aumento delle tariffe aeree nella storia d’Europa». Ma c’è dell’altro: «La domanda è: questo incremento dei biglietti sarà sufficiente a coprire i costi petroliferi drasticamente più elevati? Non credo che lo sarà».
Il peso del carburante
Il jet fuel è una delle principali voci di costo per le compagnie aeree. Tant’è che la guerra in Medioriente a cui è imputabile l’aumento dei prezzi del petrolio rischiano di mettere sotto pressione i margini delle compagnie aeree. Fino ad ora, molte compagnie hanno potuto continuare a mantenere diverse tratte grazie agli accordi stipulati prima della fiammata delle quotazioni del greggio. Ciò ha permesso loro di avere una fornitura a prezzo bloccato, senza trasferire in via diretta gli aumenti sui passeggeri.
Il peso di Ryanair in Toscana
O’Leary annuncia la sua profezia da Bruxelles. Non è una voce da poco, è il numero uno del principale vettore europeo low cost. Realtà che calata sui confini della Toscana significa un traffico di circa 4,5 milioni di passeggeri all’anno dei 6 milioni che registra l’aeroporto Galilei di Pisa. Due dati giusto per rendere la dimensione del problema che investe l’intero settore.
L’allarme di Assoutenti
La situazione, vista con gli occhi di chi parte, trova conferma nell’analisi di Assoutenti. In pratica, se i prezzi del jet fuel rimangono elevati il costo necessario per operare i voli aumenta e diventa più difficile assorbire integralmente l’incremento senza intervenire sui ricavi. Tradotto: su scala europea ci sono alcune low cost che stanno annunciando la sospensione delle attività in diversi aeroporti e per le tratte che vengono mantenute il rischio crescente è che nei prossimi mesi una quota maggiore dei rincari del carburante venga trasferita sui consumatori.
Biglietti verso rincari a doppia cifra
Del resto, la stessa associazione confindustriale degli aeroporti italiani Assaeroporti conferma che l’incidenza del costo del jet fuel è già arrivata a pesare sulle compagnie aeree circa il 31 per cento sui costi operativi totali, mettendo a rischio la sostenibilità delle rotte e spingendo verso inevitabili rincari tariffari. Il centro studi Tra, acronimo di Transport Research, stima un aumento medio dei biglietti compreso tra il 15 e il 20 per cento nel corso del 2027. Rialzi a doppia cifra alimentati dal rincaro del cherosene per aviazione ma anche dall’impatto delle componenti fiscali.
La questione delle coperture
Non si tratta soltanto della capacità che avranno le compagnie di trasferire sui passeggeri una parte maggiore dei loro costi operativi, ma anche dell’impatto che il caro petrolio avrà sulla redditività del settore. Le oscillazioni dei prezzi energetici sono un fattore di vulnerabilità. «Per il prossimo anno siamo coperti solo per il 15 per cento, mentre l’85 per cento resta senza copertura», afferma l’amministratore delegato del gruppo Ryanair, aggiungendo che molte altre compagnie aeree europee si trovano in situazioni analoghe. Insomma, l’assenza di coperture sufficienti rende i vettori più vulnerabili ai rialzi del petrolio e del jet fuel.
Un mercato sempre più difficile da prevedere
Il comparto attraversa una fase complessa. Le compagnie devono trovare un equilibrio tra l’esigenza di aumentare i prezzi dei biglietti e quella di non compromettere la domanda, a fronte di un contesto caratterizzato da costi operativi crescenti. C’è anche un’altra variabile non da poco: le prenotazioni dei voli negli ultimi mesi si sono sempre più approssimate alle date di partenza, obbligando le compagnie a programmare capacità e prezzi in un contesto meno prevedibile.
Consolidamento e ristrutturazioni
O’Leary non risparmia critiche anche al quadro regolatorio e fiscale di alcuni mercati europei. E da Bruxelles ricorda che Ryanair ridurrà la propria presenza in risposta all’aumento delle imposte. Tirate le somme per l’ad Ryanair lo scenario sta accelerando i processi di consolidamento del settore, con le compagnie più deboli, in termini di risorse per assorbire gli choc finanziari, che potrebbero essere costrette a operazioni di ristrutturazione o a operazioni straordinarie. Tant’è che già Air Baltic e la spagnola Volotea, che in Toscana ha la sua base al Vespucci di Firenze, sono interessate da processi di ristrutturazione.
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