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Rischia di annegare, salvato dal bagnino: «Stava affogando, era ormai incosciente»

di Roberta Galli

	Mirko Castelli
Mirko Castelli

Marina di Pisa: per un turista 60enne è stato provvidenziale l’intervento del livornese Mirko Castelli

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MARINA DI PISA. È successo venerdì pomeriggio, intorno alle 16.15, quando il mare sembrava tranquillo e sulla spiaggia tutto procedeva normalmente. Poi, in pochi secondi, una situazione di difficoltà che si è trasformata in un’emergenza.

Ancora una volta è stato Mirko Castelli, 52 anni, livornese, bagnino di lungo corso del Bagno Arlecchino di Marina di Pisa ad intervenire e a salvare una persona che rischiava di annegare. L’uomo è un turista napoletano di sessant’anni in vacanza sul litorale pisano, arrivato in spiaggia con la moglie. Castelli era sulla torretta di sorveglianza, da dove controlla costantemente lo specchio d’acqua davanti all’arenile. «Su sei ore di lavoro, quattro ore e mezza sono sempre lì», spiega.

Una posizione che ancora una volta si è rivelata decisiva. «Era una giornata ideale, il mare era calmo – racconta il bagnino –, ma improvvisamente ho visto un uomo in difficoltà». Il bagnante era finito in una buca, interessata da una corrente di ritorno. Ha avuto dei crampi e, dopo aver bevuto, si è trovato rapidamente in una situazione molto seria. «Era a una trentina di metri dalla spiaggia, vicino alla scogliera, stava affogando – ricostruisce la scena Castelli –. L’ho visto sbracciare e poi è andato giù. Ero sulla torretta e mi sono buttato».

Castelli non ha esitato e ha raggiunto l’uomo in acqua, riuscendo a recuperarlo e a riportarlo verso la riva. Nel frattempo era già stato dato l’allarme e richiesto l’intervento di un’ambulanza. A dare una mano nelle operazioni di recupero è stato anche Federico, bagnino del Bagno Marta, che ha affiancato Castelli nel trasporto dell’uomo fino a riva.

«Per fortuna che al ritorno mi ha dato una mano Federico – racconta Castelli –: insieme l’abbiamo adagiato sulla riva, era incosciente. Non so come sarebbe andata a finire se non avessi visto quelle mani alzate in acqua». Sul posto è arrivato anche il comandante della Capitaneria di porto, che ha assistito alle fasi successive al salvataggio.

Per Castelli si tratta dell’ennesimo intervento nel giro di pochi giorni. Dopo il salvataggio del trentenne livornese finito in mare con il sup e quello di un altro turista in difficoltà a causa del mare mosso, arriva dunque un nuovo episodio che conferma quanto sia fondamentale il lavoro quotidiano dei bagnini. «Quando facciano il bagno – spiega Castelli – occorre molta prudenza, soprattutto se decidiamo di andare al largo. Meglio essere in due e valutare sempre le nostre condizioni fisiche. Il mare non perdona». 

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