Caso di meningite sul volo da Malta: scatta la profilassi per due livornesi
Dopo la segnalazione, i passeggeri sono stati rintracciati dall’Asl nord ovest
LIVORNO. Sono rientrati da Malta a bordo di un aereo senza sapere che, sullo stesso volo, viaggiava una persona che sarebbe poi risultata affetta da meningite. Così per due livornesi, una volta arrivata la segnalazione alle autorità sanitarie, è scattata la procedura prevista per i contatti considerati a rischio: sono stati rintracciati e sottoposti a profilassi antibiotica con Ciproxin, a base di ciprofloxacina.
La vicenda è partita dalla segnalazione dell’Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera, che ha trasmesso le informazioni all’Asl Toscana nord ovest. A quel punto si è messa in moto la macchina della prevenzione: ricostruire i possibili contatti, individuare i passeggeri interessati e contattarli per fornire le indicazioni sanitarie necessarie. I due livornesi sono stati così raggiunti dall’Asl e hanno ricevuto la profilassi.
Un passaggio fondamentale perché, in presenza di una malattia meningococcica, non tutti i passeggeri vengono automaticamente considerati a rischio: sono considerati contatti stretti, tra gli altri, coloro che nei giorni precedenti hanno condiviso per alcune ore lo stesso mezzo di trasporto del malato.
Il meningococco si trasmette infatti attraverso le secrezioni respiratorie e il rischio è legato soprattutto a un contatto ravvicinato e prolungato.
Una volta individuato un contatto, il percorso prevede la valutazione da parte dei servizi sanitari e, quando indicato, la chemioprofilassi: l’obiettivo è eliminare l’eventuale presenza del batterio nel naso e nella gola prima che possa provocare la malattia o essere trasmesso ad altre persone. Tra gli antibiotici utilizzati per questo scopo c’è la ciprofloxacina, il principio attivo del Ciproxin. E la profilassi deve essere fatta tempestivamente, secondo le indicazioni del personale sanitario.
Non si tratta, dunque, di una terapia per una meningite già diagnosticata e nemmeno della prova che i due livornesi abbiano contratto l’infezione. È una misura preventiva adottata perché l’esposizione è stata ritenuta compatibile con un contatto a rischio.
La procedura non si esaurisce però con l’assunzione dell’antibiotico. I contatti vengono anche sottoposti a sorveglianza sanitaria: devono prestare attenzione all’eventuale comparsa di sintomi compatibili con la malattia e rivolgersi tempestivamente ai servizi sanitari in caso di febbre o altri segnali sospetti: il periodo di osservazione previsto per i contatti di un caso di malattia meningococcica è generalmente di dieci giorni dall’esordio dei sintomi.
La meningite batterica è una malattia rara, ma può avere un decorso molto rapido e grave. Proprio per questo, quando arriva la notizia di un caso, la tempestività nella ricostruzione dei contatti è essenziale. In questo caso il percorso è partito dall’aeroporto, è passato attraverso l’Asl Toscana nord ovest ed è arrivato fino ai due passeggeri livornesi, che hanno ricevuto la profilassi prevista. Un intervento di prevenzione che serve a ridurre al minimo il rischio di casi secondari e a interrompere sul nascere una possibile catena di trasmissione.
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