Marina di Pisa, riapre “Fuorionda”: il porto ritrova il suo locale – I progetti per il rilancio
Dietro questa nuova avventura c’è l’imprenditore Paolo Muzio. Inaugurazione domenica e apertura al pubblico martedì
PISA. Marina di Pisa si prepara a riabbracciare uno dei suoi locali più iconici. Dopo un importante intervento di rinnovamento e un progetto di riqualificazione che, in parte, ne ha cambiato il volto ma non l’anima, lo storico spazio del porto torna alle sue origini e riparte con il nome che ne ha segnato la storia: “Fuorionda”.
Ristorante, bar e una suggestiva location dove godersi una colazione o un aperitivo. Ma non solo. Perché se nel periodo estivo il locale ritrova la sua “anima”, in quello invernale è pronto a indossare anche una nuova veste, trasformandosi in un punto di incontro per eventi letterari e iniziative culturali. L’obiettivo è sempre lo stesso: rilanciare l’area del porto e, coniugando qualità, ospitalità e innovazione, dare una spinta allo sviluppo della zona che da anni attende il completamento del progetto originario con lo sviluppo residenziale.
Dietro questa nuova avventura c’è l’imprenditore Paolo Muzio, docente dell’istituto alberghiero Matteotti di Pisa, conosciuto per aver dato vita, negli anni, a numerosi progetti legati alla ristorazione e all’apertura di importanti locali sul territorio pisano.
Il nuovo “Fuorionda”, la cui inaugurazione è prevista per domenica e l’apertura al pubblico per martedì prossimo, è frutto di un accordo commerciale con la proprietà delle aree, la società Namira. Il locale «si presenta con un look completamente rinnovato e un format moderno, dinamico e camaleontico, capace di accompagnare gli ospiti in ogni momento della giornata», spiega Muzio. «Un ambiente elegante ma accogliente, dove ogni dettaglio è stato studiato per regalare un’esperienza autentica e piacevole», aggiunge.
Il locale, spalanca quindi nuovamente le porte dopo alcuni anni di chiusura. Non una semplice “scommessa”, ma un progetto che punta a diventare il fulcro del futuro sviluppo di tutta l’area.
«L’obiettivo è quello di creare un punto d’incontro capace di diventare un riferimento per residenti, turisti e amanti del buon cibo, in una delle cornici più suggestive della costa pisana», aggiunge il docente e imprenditore. Sviluppo che diventa anche sinonimo di occupazione.
Sarà impiegata una brigata di quindici persone, tutte under 40 e in gran parte ex alunni dell’istituto Matteotti. Il punto di forza? «Una delle più belle location del litorale pisano e una ristorazione basata esclusivamente su materie prime di altissima qualità, ingredienti ricercati e una cucina che valorizza gusto, freschezza e tradizione», sottolinea Muzio che nel prossimo futuro è pronto a mettere in campo altri due progetti: uno che punta a coniugare la ristorazione con la sostenibilità ambientale; l’altro, invece, l’inclusione lavorativa di persone autistiche con l’apertura nel centro della città di un tipico ristorante della tradizione pisana, caratterizzato da una brigata formata in parte da ragazzi autistici.
L’altro progetto a cui il docente e imprenditore di origini campane sta lavorando e punta a concretizzare entro l’anno, è l’apertura in centro storico della prima “pizzeria ecosostenibile” della Toscana: un locale che utilizzerà un forno a legna (progettato dallo stesso Muzio insieme a due ingegneri) con emissioni pari allo zero grazie all’utilizzo di un particolare processo di pirolisi (con consumi energetici simili a quelli della batteria di un cellulare) capace di “neutralizzare” le emissioni nocive. Il sistema, in pratica, “brucia” i gas emessi dalla legna rendendo innocui e non nocivi i fumi. Un forno, certificato anche dal Cnr, che pone le basi di una “rivoluzione” nel settore.
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