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Pisa

Dopo il rogo

Vicopisano, presidio di protesta davanti alla Delca: «Non chiediamo che l'azienda chiuda, ma che si sposti da qui»

di Lorenzo Carducci

	La protesta davanti alla Delca Energy
La protesta davanti alla Delca Energy

In duecento chiedono risposte dopo l’incendio divampato l’8 giugno: dall’esigenza di smaltimento dei cumuli di rifiuti ancora presenti nel sito ai cattivi odori che i lavoratori della Pentair continuano a respirare

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VICOPISANO. «Non chiediamo che l'azienda chiuda, ma che si sposti da qui». Almeno duecento persone stamani al presidio di protesta davanti alla Delca Energy di Vicopisano, dove l'8 giugno è divampato l'incendio che ha visto bruciare 2.500 tonnellate di rifiuti plastici stoccati in un capannone.

Lavoratori di turno dell'azienda confinante Pentair Water di via Masaccio ma anche cittadini, che dopo il primo presidio davanti al Comune dello scorso 15 giugno si sono di nuovo riuniti per tornare a chiedere le risposte che ancora mancano su alcuni aspetti chiave della fase post incendio.

Principalmente l'esigenza di smaltimento dei cumuli di rifiuti ancora presenti nel sito - che restano sotto sequestro - i cattivi odori che i lavoratori della Pentair continuano a respirare e il danno economico subito dai dipendenti stessi, costretti alla cassa integrazione per 15 giorni.

C'è poi il nodo principale: la presenza della Delca nell'area industriale di Noce-Lugnano, uno stabilimento di cui i manifestanti chiedono il trasferimento in zone meno vicine a centri abitati e ad altre aziende. Presenti al presidio anche alcuni rappresentanti dell'amministrazione comunale come la vicesindaca Fabiola Franchi e consiglieri di opposizione.

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