Pisa, gestione dei nidi d’infanzia: bando da undici milioni di euro – Le strutture e cosa prevede
Avviata dal Comune una procedura di rilevanza europea. L’appalto finora era gestito dalla Aldia Cooperativa Sociale di Pavia
PISA. Un appalto di rilevanza europea lanciato dal Comune di Pisa per affidare la gestione esterna di cinque nidi d’infanzia. Valore complessivo del bando oltre undici milioni di euro. Le strutture interessate sono i nidi Albero Verde, San Biagio, San Rossore, Snoopy e Isola delle Farfalle per un totale di più di 200 posti.
Il servizio
Nella determina comunale che dà il via al bando è specificato che l’appalto non è suddiviso in lotti «in quanto il servizio presenta caratteristiche di forte integrazione funzionale, organizzativa e pedagogica». I cinque nidi oggetto dell’appalto «sono infatti gestiti attraverso un coordinamento unico, che assicura uniformità metodologica, continuità educativa, coerenza degli standard qualitativi e un modello gestionale centralizzato». La suddivisione in lotti determinerebbe invece «una frammentazione del servizio, con conseguenti rischi di disomogeneità tra le sedi, difficoltà di coordinamento tra operatori diversi, incremento dei costi e maggiore complessità nei controlli».
La durata del contratto posto a base di gara è di due anni educativi, ma è ampliabile fino a 4 anni e 6 mesi esercitando opzioni che prevedono la gestione di un nuovo nido, il sesto, per tre annualità, e la facoltà di rinnovo dell’appalto fino a ulteriori due anni educativi, a condizione che l’aggiudicatario abbia adempiuto regolarmente agli obblighi contrattuali. Il criterio di aggiudicazione è quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Il valore stimato dell’appalto, considerando il tetto dei 4 anni e 6 mesi, ammonta a 11.326.636,36 euro. L’importo posto a base di gara contrattualizzabile per i primi due anni è invece di 3.820.000 euro.
Le strutture
Gli asili che rientrano nell’appalto sono il nido d’infanzia Albero Verde di via Ximenes a Putignano con ricettività massima di 44 bambini di età compresa tra i 3 e i 36 mesi. Il nido d’infanzia San Biagio in via Di Nudo (sede provvisoria per i lavori in via di Parigi presso la scuola d’infanzia De Andrè) con ricettività massima di 52 bambini di età compresa tra i 3 e i 36 mesi. Il nido d’infanzia San Rossore a Cascine Nuove con ricettività massima di 50 bambini di età compresa tra i 3 e i 36 mesi. Il nido d’infanzia Snoopy in via Gemignani a Riglione con ricettività massima di 44 bambini di età compresa tra i 3 e i 36 mesi. Il nido d’infanzia a tempo corto Isola delle Farfalle in via Lucchese con ricettività massima di 36 bambini di età compresa tra i 12 e i 36 mesi. L’opzione contrattuale (da esercitare dal settembre 2027) prevede l’eventuale gestione di un sesto nido con orario sperimentale e con ricettività massima di 35 bambini di età compresa tra i 3 e i 36 mesi.
«Il Comune di Pisa, nell’ottica di aumentare l’offerta dei servizi alla prima infanzia e nell’ottica di diminuire la propria lista d’attesa per l’accesso ai servizi educativi, per rispondere ai bisogni delle famiglie – si legge negli atti – ha creato una rete di servizi comprendente sia quelli a gestione diretta che quelli a gestione indiretta. Tra i servizi a gestione indiretta ci sono quelli svolti presso le strutture educative alla prima infanzia comunali oggetto del presente affidamento». I servizi accolgono bambini di età 3-36 mesi e si svolgono «con l’obiettivo di tutelare, all’interno del progetto pedagogico ed educativo, le caratteristiche individuali, consentendo a ogni bambina/o di sviluppare le competenze necessarie a una crescita armonica, valorizzare le differenze culturali, favorire il buon ambientamento dei bambini, dei genitori e la partecipazione delle famiglie».
Il contratto
L’appalto finora era gestito dalla Aldia Cooperativa Sociale di Pavia con scadenza lunedì scorso. Nel capitolato speciale d’appalto, tra le varie voci, ci sono alcune clausole sociali. «L’appaltatore – si legge – è tenuto a garantire la stabilità occupazionale del personale impiegato, assorbendo prioritariamente nel proprio organico il personale già operante alle dipendenze dell’appaltatore uscente, se disponibile, a pari condizioni retributive».
Inoltre l’appaltatore «è tenuto a garantire l’applicazione del contratto collettivo nazionale e territoriale» oppure «altro contratto che garantisca le stesse tutele economiche e normative per i propri lavoratori e per quelli in subappalto». Altre clausole riguardano la parità di genere e generazionale (quote di occupazione giovanile e femminile) e l’inclusione lavorativa per le persone con disabilità o svantaggiate.
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