Pisa, nuova manifestazione di interesse per acquisire il Santa Chiara: la cifra e i possibili scenari
Il vecchio ospedale rappresenta una partita fondamentale per il centro storico, ma anche per le coperture economiche per completare Cisanello
PISA. C’è una nuova manifestazione di interesse per il complesso del Santa Chiara. A renderlo noto è l’Aoup, nel suo bilancio di previsione appena approvato, che fa anche il punto sul vecchio ospedale. Una partita fondamentale non solo per il futuro di un pezzo importante di centro storico, ma anche per garantire le coperture economiche per completare il cantiere del nuovo Cisanello.
In archivio l’operazione “Regenerate”
Il raggruppamento di imprese che ha come capofila Fincantieri infrastrutture sociale (Finso) aveva già provato, negli scorsi anni, a individuare un soggetto che si prendesse in carico l’intero complesso confinante con Piazza dei Miracoli. Era la cosiddetta procedura internazionale "Regenerate Santa Chiara" che grazie a una serie di tappe avrebbe dovuto trovare il nuovo proprietario del vecchio ospedale, destinato a essere completamente dismesso dopo l’entrata in funzione del "nuovo" Cisanello.In realtà la vicenda si è conclusa in maniera ben diversa, come sintetizza la relazione del direttore generale allegata al bilancio dell’Azienda ospedaliera: «Si sono concluse negativamente le valutazioni della procedura internazionale avviata in merito alla ricerca degli investitori per la sua (del Santa Chiara, ndr) riqualificazione. Nello specifico le due offerte ricevute non risultano essere valutabili in quanto una non riporta alcun prezzo di acquisto e l’altra il prezzo offerto non è compatibile con quello determinato dall’Agenzia delle Entrate».
La cifra
L’ultimo riferimento è relativo ai 122,5 milioni che rappresentano un paletto dal quale - come ribadito più volte anche dal presidente della Regione Eugenio Giani - non ci si può discostare più di tanto.La relazione allegata al bilancio fa però sapere che «l’appaltatore ha comunicato di recente di aver ricevuto un’ulteriore manifestazione di interesse a cui è stato concesso il periodo richiesto per lo svolgimento di attività propedeutiche al fine di poter formalizzare un’eventuale proposta contrattuale di compravendita».
Insomma, ancora nulla di definito: serviranno approfondimenti per capire se questo interesse si trasformerà in un passaggio di mano. Ma comunque uno spiraglio in una questione maledettamente intricata.
L’equilibrio economico del nuovo ospedale
I fondi da ricavare dal Santa Chiara sono essenziali per l’equilibrio economico dell’operazione nuovo ospedale. Anche perché - come viene riportato nella relazione - c’è stata una serie di intoppi legata ai soldi che dovevano arrivare dal ministero per l’adeguamento dei prezzi, una misura adottata nel 2022. Nel 2025, infatti, nonostante l’Aoup avesse richiesto questi fondi, il ministero non li ha versati, costringendo la Regione a finanziare con 15 milioni di risorse proprie l’Aoup. Con la legge di bilancio del 2026, poi, il fondo ministeriale per l’aggiornamento dei prezzi è di fatto stato cancellato, riversando sulle stazioni appaltanti (e quindi sull’Aoup) la responsabilità di cercare soldi per coprire l’aumento dei prezzi.
È così che si è arrivati alla vendita di due edifici (il 10 e 30) a Inail (rimanendo in affitto): oltre 200 milioni che, una volta sottratti i costi per l’adeguamento antincendio, potranno dare respiro sul versante del cantiere per il nuovo ospedale. Si prevede che la partita con l’ente pubblico sia chiusa entro quest’anno.Al di là degli aspetti contabili e finanziari, resta comunque l’ingombrante quesito sul futuro del Santa Chiara e su chi se ne dovrà occupare. Per il presidente Giani la soluzione migliore è quella di un unico acquirente e questa nuova manifestazione di interesse sembra andare in questa direzione. Tuttavia, come già dimostrato dal fallimento dell’operazione "Regenerate", le cifre e gli impegni richiesti sono così grandi che l’ostacolo può trovarsi dietro ogni angolo. E alla fine potrebbe materializzarsi la possibilità di una vendita per "lotti". Considerando, da questo punto di vista, che hanno già espresso il loro interesse a porzioni del complesso sia l’Opera della Primaziale che la Scuola Normale.
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