Il conflitto
Pisa, treno “militare” respinto: in trenta a rischio denuncia. Da Ceccardi a Bruni la polemica politica
I No Base: «Inceppare la macchina dei conflitti è possibile»
PISA. Alla fine, dopo oltre cinque ore di blocco sul binario 3 della stazione, allo scoccare della mezzanotte tra giovedì e ieri, il treno proveniente da Piombino e diretto a Palmanova (Udine) carico di 21 mezzi militari e una quindicina di container dell’esercito italiano, ha fatto marcia indietro.
Un risultato accolto con esultanza dal centinaio di manifestanti pacifisti e antimilitaristi che dalle 18,30 avevano occupato il binario per impedire il passaggio del convoglio deviato per la protesta scoppiata a Livorno.
Per il Movimento No Base è stata «un’importante serata di lotta e mobilitazione che ha dimostrato che inceppare la macchina della guerra è possibile». I manifestanti esultano pur consapevoli che nei confronti di alcuni scatterà la denuncia per interruzione di pubblico servizio. A quanto si apprende sarebbero una trentina le persone che hanno occupato i binari. Nel frattempo non sono tardate le reazioni politiche.
«I soliti pacifinti di estrema sinistra bloccano i binari alla stazione di Pisa e paralizzano la circolazione ferroviaria per fermare un treno con mezzi militari – l’aspro commento dell’europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi – Un sabotaggio che serve solo a colpire tanti pendolari, famiglie, studenti e lavoratori. Ore di ritardo, treni soppressi, caos totale: chi paga le conseguenze sono sempre i cittadini onesti, non questi violenti. Per loro tolleranza zero: identificazione immediata di tutti, denunce per interruzione di pubblico servizio, processi rapidi».
A proposito di identificazione, il consigliere del Pd Enrico Bruni lamenta di essere stato «schedato» assieme ad altri dalle forze dell’ordine per aver “scortato” alla volante un ragazzo a cui due uomini in divisa si sarebbero avvicinati in modo aggressivo e provocatorio. «Chi indossa una divisa rappresenta le istituzioni e dovrebbe dare l’esempio – dice Bruni – non usarla per fare il bullo con un ragazzo che manifesta pacificamente».
Sulla questione interviene anche il segretario regionale del Pd Emiliano Fossi. «Quello che è accaduto alla stazione di Pisa, dove un consigliere comunale del Pd è stato fermato e identificato soltanto per avere solidarizzato con chi manifestava pacificamente, è un episodio su cui va fatta chiarezza – le sue parole – anche per evitare strumentalizzazioni sull'operato delle forze dell’ordine. Soprattutto in un clima politico e sociale alimentato da continue tensioni che il governo Meloni non è in grado di gestire».
In tutt’altra direzione il commento di Angelo Ciavarrella, consigliere comunale di Futuro Nazionale, che esprime «la più totale e ferma condanna per l’inaccettabile atto di forza avvenuto alla stazione. L’occupazione dei binari è un atto di pura irresponsabilità che ha sequestrato per ore centinaia di cittadini. Mi auguro che i responsabili vengano identificati e perseguiti con estremo rigore».
Giampiero Vaccaro, riporta invece che sul treno viaggiavano «mezzi per lo più appartenenti al Corpo degli Alpini, reduci da una esercitazione in Germania». In pratica, dice, nessun «treno della morte». «Osservo come dal nulla si costruisce una notizia» aggiunge.
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