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Ricercatori, le richieste al Senato Accademico di Pisa per la stabilizzazione

di Nilo Di Modica
Ricercatori, le richieste al Senato Accademico di Pisa per la stabilizzazione

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PISA. Affrontare come un’assoluta priorità la stabilizzazione di precari e precarie della ricerca, dare priorità al reclutamento e impedire «un’espulsione di massa» dagli atenei. È quanto chiesto dall’Assemblea Precaria Universitaria di Pisa in occasione del Senato Accademico di ieri pomeriggio. Parole d’ordine che hanno visto battagliare in sede di discussione, ma hanno albergato anche di fronte alla sede del Rettorato con un sit in che ha visto partecipi numerosi ricercatori e borsisti. «Chi lavora nella ricerca non può vivere di precariato, di ricatto salariale e di lavoro povero. Servono condizioni materiali dignitose, tutele concrete e prospettive di carriera stabili – dice Simone D’Ascola, membro del senato accademico come rappresentante dei ricercatori dell’ateneo –. Pisa vive delle sue istituzioni universitari: Unipi, Normale, Sant’Anna. Ci aspettiamo che indirizzino le risorse verso la stabilizzazione del maggior numero possibile di persone che hanno retto ricerca, didattica e vita universitaria in questi anni, spesso con lavoro invisibile ma essenziale». Tra le richieste quella di disegnare politiche di reclutamento che diano priorità ai bandi da ricercatore in “Tenure Track”, figura introdotta nel 2022, a tempo, della durata di 6 anni, ma finalizzata all’assunzione a tempo indeterminato. Le alternative sono contratti ancor più precari «subordinati a logiche di finanziamento sempre più dipendenti da obiettivi di profitto e da investimenti privati». «Le risorse stanziate sono insufficienti ad affrontare una situazione che ha ormai i numeri di un’emergenza sociale – scrivono da Assemblea Precaria –. Per questo, dentro e fuori gli organi istituzionali ci impegneremo affinché, in una situazione ancora fortemente critica sul piano sociale e occupazionale, Unipi, Normale e Sant’Anna scelgano di sospendere temporaneamente gli avanzamenti di carriera da professore associato a ordinario e impieghino i punti organico disponibili per massimizzare il numero di bandi Rtt». Sul punto centrale della discussione, quello che chiedeva di effettuare esclusivamente bandi sui ricercatori “Rtt”, la mozione proposta dalla rappresentanza dei ricercatori a tempo determinato alla fine è stata bocciata. È stata invece approvata una mozione con cui il Senato Accademico raccomanda ai Dipartimenti e soprattutto al consiglio di amministrazione, che è l’organo titolare del potere deliberativo sui bandi per il personale docente, in base alle richieste dei Dipartimenti, l’uso dei punti e delle risorse esclusivamente per posizione di Rtt, salvo casi eccezionali adeguatamente motivati nei quali potranno essere fatti bandi da professore ordinario.

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