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Pisa, Camera di commercio a caccia di quattro milioni di evasione

di Redazione Pisa

	La sede della Camera di commercio in piazza Vittorio Emanuele
La sede della Camera di commercio in piazza Vittorio Emanuele

Si tratta dell'importo non versato del diritto annuale dal 2018 al 2023. La lista approvata e consegnata all’Agenzia delle entrate è composta da oltre 38mila posizioni

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PISA. C’è chi non ha pagato del tutto, chi solo in parte, chi lo ha fatto dopo lo scadere del termine previsto. Ora tutte le imprese coinvolte si vedranno arrivare una comunicazione di Agenzie entrate riscossione per mettersi in regola con il diritto annuale della Camera di commercio Toscana nord ovest.

Si tratta complessivamente di oltre 38mila posizioni su tutto l’ambito territoriale dell’ente (oltre a Pisa anche le provincia di Lucca e di Massa Carrara). A essere interessate sono aziende di ogni tipo: società individuali e di capitale, aziende industriali e artigiane; insomma, tutti i possessori di una partita Iva. Complessivamente l’ente guidato da Valter Tamburini punta a recuperare quasi quattro milioni di euro.

Il diritto annuale è un tributo al quale sono sottoposte tutte le imprese iscritte alla Camera di commercio. Si tratta di una voce di grande importanza per le casse dell’ente: si pensi che nel bilancio preventivo per l’anno in corso si stima un introito di oltre 13 milioni tra diritto vero e proprio, sanzioni e interessi.

Una fetta che da sola vale circa il 68% delle entrate della Camera di commercio. Il diritto vale, per le imprese individuali, da 53 a 120 euro, mentre per le società di capitale è calcolato in percentuale sull’ultimo fatturato disponibile (per il 2026 quello del 2024), non potendo comunque superare l’importo di 40mila euro.

Il punto è che in molti casi queste cifre non vengono pagate, per intero o in parte. E così si arriva alla questione dei “ruoli” licenziati pochi giorni fa dalla Camera di commercio.

Già in precedenza erano state annullate circa cinquemila posizioni di aziende che non erano risultate in regola: di queste circa 4.600 dovevano “restituire” cifre inferiori al minimo previsto, 12 euro.

Ne rimangono comunque altre 38.225 che devono ancora mettersi in regola. Dopo aver avviato un accertamento nelle banche dati, i funzionari camerali hanno ritenuto di iscrivere a ruolo le imprese «per le quali negli anni precedenti non si è proceduto ad emissione di ruolo in quanto l’ammontare dovuto era inferiore a 30 euro e che sono incorse in una seconda violazione» si legge nella determina della Camera di commercio. Per la stragrande maggioranza dei casi si parla di cifre relative al diritto annuale del 2023, anche se ci sono casi che risalgono indietro nel tempo fino al 2018.

La parte più consistente del recupero è concentrata su chi ha omesso di versare il diritto camerale (variabile per categoria commerciale e fatturato) nel 2023: sono 35.048.

Quelli che hanno pagato, ma in maniera incompleta sono stati 1.933. Tra l’importo evaso, gli interessi e le sanzioni nell’arco temporale compreso dal 2018 al 2023, si arriva a 3 milioni 968mila euro che la Camera di commercio tenta di recuperare affidandosi al braccio operativo della riscossione attraverso l’Agenzia delle Entrate.

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