Mattarella e quel “passaggio pisano” nel messaggio tv di fine anno: il ricordo di Kindu
Il Presidente della Repubblica nel discorso di fine anno: «L’Italia ha pagato alti prezzi per la sicurezza e la pace»
PISA. C’è stato spazio anche per un passaggio “pisano” all’interno del tradizionale discorso del Presidente della Repubblica per la sera del 31 dicembre.
In diretta televisiva e streaming Sergio Mattarella, sfogliando “l’album di famiglia” della Repubblica che compie nel 2026 ottant’anni, ha ricordato come «l’Italia è un attore di grande rilievo sulla scena internazionale, anche grazie al contributo che i nostri militari hanno dato e danno alla costruzione della sicurezza e della pace. Anche qui un cammino con alti prezzi, a partire dal sacrificio dei nostri aviatori in missione umanitaria a Kindu, in Congo, nel 1961».
Di cosa parliamo
Una storia che, dopo oltre sessant’anni, continua dunque a essere esemplare per la capacità delle forze armate di portare aiuto alle popolazioni che si trovano nelle situazioni più difficili. E certo non è una storia che la città può dimenticare, perché la ha ancora impressa a fuoco vivo sulla sua pelle.
Era la prima missione umanitaria decisa dall’Onu in un paese, il Congo, che dopo aver proclamato l’indipendenza dal Belgio era piombato nel caos: il primo ministro Patrice Lumumba era stato ucciso dieci mesi prima, Moise Tshombé presiedeva la ricca provincia secessionista del Katanga, le potenze straniere si contendevano le ricchissime risorse minerarie armando le varie milizie in campo.
I 13 aviatori della 46ª, tra l’11 e il 12 novembre, furono catturati da un gruppo di miliziani mentre pranzavano in una villetta trasformata in mensa per il contingente dell’Onu. Sarebbero dovuti rientrare a Pisa il 23 novembre, ma nel giro di poche ore furono tutti trucidati.
La tragedia e le salme
La data esatta della loro morte, così come le circostanze precise e l’identità dei loro assassini non sono mai state ricostruite completamente. Una delle ipotesi è che gli aerei che li trasportavano fossero stati scambiati per velivoli dell’aviazione belga, che sosteneva i Katanghesi e che questo abbia scatenato la spedizione dei lealisti di Tshombé.
Solo a marzo dell’anno successivo le loro salme poterono rientrare in patria, dove furono collocate al Sacrario dei caduti di Kindu, realizzato nei pressi dell’aeroporto militare grazie a una sottoscrizione che venne promossa dalla Rai. Proprio il sacrario, che negli anni è stato ampliato, è diventato il centro degli appuntamenti che ogni anno ricordano il sacrificio dei 13 aviatori ma anche gli altri caduti che appartenevano alla 46ª brigata aerea.
Nel 1994 l’allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro conferì la medaglia d’oro al valor militare alle vittime dell’eccidio di Kindu. E ora quella vicenda, grazie a un altro inquilino del Quirinale, ha potuto entrare nelle case di tutti gli italiani.
