Pisa-Roma, cori fascisti in piazza del Duomo: in corso l’analisi delle immagini. Cosa succede adesso
Intanto arriva l’attacco del sindacato Siulp: «Banco di prova non superato, è stata una figuraccia»
PISA. In corso da parte della questura l’analisi delle immagini che riprendono gli ultras della Roma sabato pomeriggio, 30 agosto, in piazza del Duomo inneggiare al duce e intonare cori fascisti. Il fascicolo sarà poi consegnato alla Procura per quelli che potranno essere gli atti successivi. In attesa dell’inizio della partita all’Arena, un gruppo di tifosi romanisti, arrivati in città con mezzi privati e in questo modo eludendo i controlli, si sono portati nei pressi della Torre dove il loro mini-corteo con relativi cori è stato ripreso da decine di cellulari di turisti e passanti, facendo rapidamente il giro del web. Gli agenti in servizio nella zona hanno chiamato rinforzi e la situazione è stata gestita accompagnando il gruppo dei tifosi fuori dalla piazza, come sempre affollata.
Quanto accaduto ha suscitato la reazione del Siulp, Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia. «Non sono i cori fascisti che ci preoccupano, ma le risposte di alcuni che forse condividendo questo accadere ci mortifica oltre misura», scrive il sindacato in una nota. «Non siamo per la retorica, ma oggi affermare che le politiche della sicurezza hanno bisogno di analisi attente e non di spocchiosa propaganda appare quanto mai realistico. Certo è – aggiunge il Siulp – che se dovessimo analizzare le affermazioni del sindaco che ha caricato l’evento sportivo come “il banco di prova per la macchina organizzativa della società e della città chiamata a gestire il ritorno del Pisa tra le grandi del calcio italiano” saremmo costretti a dire: “Caro sindaco chieda scusa a tutti, al Siulp-Pisa, ai cittadini, alla Costituzione perché di fronte a un simile accaduto Pisa ne è uscita mortificata”».
Il sindacato critica anche il deputato Edoardo Ziello: «Purtroppo siamo costretti a leggere le parole di un onorevole della Repubblica Italiana, il quale forse avrebbe dovuto chiedere scusa invece di parlare a sproposito con frasi come: “Le priorità dei rappresentanti del Pd? Perseguire cori pseudo fascisti di alcuni romanisti. Ormai vivono in un altro pianeta fatto da bandiere arcobaleno, pipe per fumare il crack e immigrati a volontà”. Un’occasione persa o forse la consapevolezza di chi ritiene di poter affermare ciò perché quanto scritto nella Costituzione non è più valido consentendo anche i cori fascisti che hanno offeso l’intera città di Pisa».
Il Siulp infine ricorda il comunicato che aveva emesso prima della partita con l’ipotesi, persino, di un suo posticipo. «Il comunicato stampa del Siulp-Pisa – scrive il sindacato – aveva una sola matrice e scopo: richiamare l’attenzione delle istituzioni competenti (a partire dalla cabina di regia per l’ordine e la sicurezza pubblica) su alcune criticità che, nel contesto della pubblicazione stessa della nostra nota, erano apparse importanti e che in quel momento non avevano ancora trovato le soluzioni auspicate, non solo dentro lo stadio ma nell’insieme, e visto quanto accaduto forse non avevamo tutti i torti. È certo comunque che il banco di prova di cui ha detto qualcuno ha avuto come riscontro una grandissima figuraccia in tutta Italia visto la diffusione e la viralità dei video, e purtroppo la prima partita casalinga del Pisa in serie A certamente verrà ricordata per tanto tempo non solo per il risultato calcistico, ma per avere assistito a una pagina veramente vergognosa».
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